L'amministratore delegato di Rcs Mediagroup, Pietro Scott Jovane, si è dimesso e lascerà le cariche operative nel gruppo entro il 15 ottobre

Ore contate per Pietro Scott Jovane, amministratore delegato di Rcs. Oggi dovrebbe chiudersi l’esperienza manageriale dell’ad voluto ai vertici del gruppo editoriale dalla Fiat e in particolare da John Elkann. E così è stato. Scott Jovane si è dimesso da amministratore delegato: lascerà tutte le cariche operative nel gruppo entro il 15 ottobre. Le deleghe sono state affidate temporaneamente al presidente di Rcs, Maurizio Costa.

LE TENSIONI

Gli scontri e gli attriti tra il top management e la direzione delle testate, in particolare con il Corriere della Sera quando diretto da Ferruccio de Bortoli, non sono mancati. Così come le tensioni tra azionisti di Rcs, in particolare quelle innescate da Diego Della Valle, da tempo critico con l’impronta strategica della Fiat anche in Rcs e dunque anche della conduzione manageriale di Scott Jovane. Ma ad accelerare l’uscita dell’ad, rivelata ieri dal sito Lettera 43, sarebbe stata anche la contrastata cessione di Rcs Libri alla Mondadori. Ecco quello che oggi alcuni quotidiani hanno scritto alla vigilia della riunione del consiglio di amministrazione in programma oggi di Rcs Mediagroup.

(QUANDO DE BORTOLI, MIELI E SCOTT JOVANE SI ABBRACCIAVANO. LE FOTO DI PIZZI)

L’ARTICOLO DEL SOLE

Il Sole 24 Ore ripercorre l’arrivo di Jovane verso i vertici di Rcs: “E’ entrato in Rcs nel 2012 con sponsor la Fca di John Elkann, azionista chiave di Rcs. Il momento era delicato: la missione dell’ad era risanare l’azienda, mettere in campo una serie di cessioni obbligate e gestire la difficile trattativa con le banche creditrici. Un piano assai complesso che ha visto Jovane chiudere importanti vendite, dalla storica sede di via Solferino fino alla più recente cessione della divisione Libri”.

(LE ULTIME LAPATE DI LAPO ELKANN. TUTTE LE FOTO)

L’ANALISI DEL FATTO

Stefano Feltri, vicedirettore del Fatto Quotidiano, ricorda che “in questi anni Jovane è stato contestato per aver attribuito un bonus (poi revocato) a se stesso e ad altri manager dopo i tagli al personale, per aver affiancato alla Gazzetta dello Sport un sito di scommesse, Gazzabet, che ne mina la credibilità, per aver venduto a poco prezzo via Solferino e i libri, per aver alzato il prezzo del Corriere e perché Rcs è stata pizzicata da Wired a comprare click fasulli per far salire il traffico del nuovo sito. E’ andato allo scontro totale con Ferruccio de Bortoli che in primavera è stato allontanato dalla direzione del Corriere della Sera”. “L’uscita di Jovane, cioè dell’uomo di Elkann – scrive Feltri – coincide con le voci secondo cui Fca dovrebbe vendere la società editoriale che raccoglie La Stampa e Il Secolo XIX, dopo che Exor (la holding degli Agnelli) è diventato il primo azionista dell’EconomistSenza più il proprio manager di fiducia, anche un disimpegno dal Corriere dove oggi gli Agnelli hanno il 16%, diventa plausibile”.

(IL CIUFFO DI DE BORTOLI VISTO DA PIZZI)

I NUMERI DI MONEY REPORT

Ma come sono i conti di Rcs? Ecco quello che scrive ilsito Money Report. “L’ultima semestrale al 30 giugno sembra ben lontana dagli 1,5 miliardi di fatturato e dai 150 milioni di euro di ebitda che erano gli obiettivi originari di questo piano. Il fatturato semestrale è stato, infatti, di 591 milioni di euro (e che comprende Rcs Libri) mentre l’ebitda è stato negativo”.

(E IL CREMLINO TWITTA LE FOTO DELL’INTERVISTA DI FONTANA A PUTIN)

LA RICOSTRUZIONE DI ITALIA OGGI

Tutte le magagne interne al cda di Rcs sono raccontate da Andrea Secchi su Italia Oggi: “Non sono mancate le frizioni fra a.d., membri del cda e soci proprio sulla gestione della trattativa Mondadori. Una mossa necessaria per ridurre il debito che a giugno era di 526 milioni, ma che avrebbe suscitato attrito per lo scontro rispetto ai 135 milioni iniziali dovuto alle incognite antitrust accollate da Mondadori e per l’allungamento dei tempi della trattativa. In realtà non è detto che sia proprio questo il motivo, anzi lo sconto secondo altre fonti potrebbe essere stato dovuto proprio dal cda”.

(UNO SCALPITANTE DELLA VALLE VISTO DA PIZZI. LE FOTO PIU’ RECENTI)

LE INDISCREZIONI

E chi verrà dopo? Scrive Italia Oggi: “Il totonomine intanto è già partito e i nomi che si sono fatti sono quelli di Gabriele Del Torchio, ex Ceo di Alitalia, Sergio Iasi, numero uno di Preolis e Laura Cioli, a.d. di CartaSI e membro del board di Rcs. Solo gli ultimi due hanno esperienze manageriali in aziende dei media, in particolare Iasi è stato vicedirettore generale della Rai nel 2002, oltre a essere stato in Booz Allen Hamilton nella practice Media di Telecom e in Canal Plus, mentre Cioli è stata chief operating officier e membro del cda di Sky Italia”.

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