È assai curioso ma tutte le volte che si parla di ecologia, di ambiente, di soluzioni ecocompatibili, bisogna mettere mano al portafoglio per ingrossarne gli incentivi. Perché, evidentemente di natura non si è nulla di tutto questo. E, al mattino poi, la stragrande maggioranza vuole che l’acqua calda venga giù dal rubinetto del lavandino, su da quello del bidet, e che l’automobile si metta in moto anche quando è nuvoloso.
Dopo tutte le distorsioni indotte dalle incentivazioni sul fotovoltaico, di cui ormai non parla più nessuno perché tolto l’incentivo è venuto meno ogni interesse a rispettare l’ambiente producendo energia elettrica green, ecco la nuova trovata. E non poteva non venire che dalla Francia iperstatalista. Il Ministro per l’Ecologia Ségolène Royal ha avviato un pacchetto di riforme che contiene, tra le altre cose, l’idea di promuovere l’uso della bicicletta riconoscendo 25 centesimi di Euro per ogni chilometro percorso a tutti quei dipendenti che decideranno di recarsi a lavoro su due ruote. Sarà ogni singolo datore di lavoro a versare il contributo usufruendo di uno sgravio fiscale dal parte dello Stato. C’è da sperare che le correnti transalpine portino presto questo vento di ecologia anche al di qua delle Alpi. In modo da vedere all’opera gli epigoni di Filini e del ragionier Ugo. Chissà quanto zelo nel dotare la bicicletta di tecnologicissimi contachilometri e nell’individuare l’itinerario più lungo per raggiungere l’ufficio. Se non altro non si potrà dire che a lavoro non si sudano sette camicie. Tant’é.

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