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Alla Kore si comanda e si vola

enna kore

La prossima conferenza annuale della AIDAA (Associazione Italiana di Aeronautica e Astronautica), nel 2016, si terrà a Enna. Si, proprio a Enna, sulla pista di grano più lunga e larga di Sicilia.
L’Università di Enna ha, infatti, da poco attivato il Corso di Ingegneria Aeronautica in combinazione con l’Università di Palermo. Alla Kore si svolgeranno i corsi specialistici del biennio (4° e 5° anno). Nuova facoltà, modernissimi gli strumenti a disposizione della ricerca e della didattica. Gli studenti potranno avvalersi della possibilità di lavorare all’unico simulatore di volo Full Motion livello “D” in dotazione presso un’Università italiana. Neanche uno dei tre Politecnici (Torino, Milano e Bari) ne hanno uno.

A Enna si arriva, sì e no, in macchina o in pullman, ma si potrà studiare il volo attraverso uno dei laboratori più all’avanguardia d’Italia. In Sicilia, dove scarseggia pure l’acqua, dove le due città principali, Catania e Palermo, non sono collegate neanche con la strada ferrata – tutta a un unico binario – si potrà, dunque, quanto meno simulare di spostarsi in aereo. Forse che a Enna hanno confuso Augusta con Agusta, la fabbrica di elicotteri e velivoli a decollo verticale lombarda, per osservare che in Sicilia manca tutto quel tessuto industriale avanzato che può beneficiare di un corso di questo tipo. Ma è solo facile ironia, questa.
Per esorcizzare i commenti oziosi e scontati di certa stampa che di queste cose non parla perché all’aumentare del tasso tecnico della discussione meglio evitare mala figure.

Non c’è contraddizione. Anzi. È un passo indispensabile quello di creare attenzione verso le facoltà universitarie in Sicilia. Attrezzarsi con laboratori all’avanguardia e attirare così, prima ancora degli studenti, gli addetti ai lavori. Professori, tecnici non solo italiani, ma anche stranieri che possono trovare in un luogo speciale come la Sicilia, nel suo cuore più intimo come il suo centro l’ambiente favorevole a sviluppare le loro ricerche scientifiche e la diffusione del loro sapere. Solo attraverso queste politiche sarà possibile spezzare il circolo vizioso dell’emigrazione che è il vero male della Sicilia.

Si parla tanto di mandare a casa Crocetta, ma fino a quando i giovani non diventeranno adulti in Sicilia, creando un sistema civico cosciente “esigente” la politica in Sicilia sarà sempre amministrazione della sfiga pubblica. Distribuzione di briciole di assistenza che garantiscono i favori elettorali per amministrare le idrovore del conti pubblici: la sanità e la gestione dell’acqua da parte delle ATO.

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