La Chiesa affronta un altro scandalo. Altri sconcertanti fatti che minano la sua credibilità. Il tramonto della Chiesa e le sfide di Francesco per scongiurarlo. Il problema è entro le colonne di San Pietro. Non al di fuori.

Una nuova tempesta sta sconvolgendo la Chiesa Cattolica alla vigilia dell’annunciato Giubileo. Papa Francesco è stato tradito, niente di cui stupirsi. La storia della Chiesa è fatta di tradimenti, basti pensare agli intrighi e agli omicidi, alle ruberie e alle guerre fomentate dai Papi che si sono succeduti nel medioevo e nell’epoca moderna.

Una Chiesa del tutto nuova era nata nell’epoca contemporanea. Checchè se ne dica anche al Chiesa cambia come ogni istituzione e organizzazione umana. Niente è imperituro. Nemmeno la monolitica Chiesa Cattolica. Il grande impulso innovatore voluto da Giovanni XXIII e portato avanti dai suoi successori ne è la prova.

Si legge di come questa Chiesa sia stata amministrata nei modi più improbabile possibile. Con assenza di trasparenza e con abuso risorse raccolte per fine di carità e invece impiegate per pascere l’avarizia e la lussuria di qualche alto prelato o di qualche gruppo di potere. Per citare le parole dell’allora Cardinal Ratzinger “quanta sporcizia c’è nella Chiesa (…) quanta superbia” ed oggi queste notizie che escono poco alla volta ci dicono che aveva ragione.

Così scopriamo che i fondi raccolti per il Bambin Gesù, per i bambini malati, sono stati usati per la ristrutturazione dell’Attico del Cardinal Tarcisio Bertone e che il Cardinal Pell ha sperperato migliaia di euro al mese per i soli viaggi, rigorosamente in Business Class.

Il disgusto è questo. Se la Chiesa è al tramonto non deve guardare troppo oltre le colonne di San Pietro per interrogarsi del perché. Sommi rappresentanti della Chiesa predicano la misericordia e la carità, e vivono come sovrani assoluti alle spalle di chi soffre e ha bisogno. Papa Francesco può piacere o non piacere, può convincere o non convincere, ma il suo messaggio pubblico è chiaro: povertà e umiltà. A partire dalla Chiesa stessa. La sua sfida è grande. Le sue spalle dovranno essere forti per poter reggere ai colpi che arrivano e arriveranno. Oggi è lui, quella barca in preda alle correnti del momento, sempre per citare Ratzinger.

La Chiesa può avere una nuova alba? Può scongiurare il tramonto a cui si è costretta? Non sono i gay, non sono le lesbiche, non sono i preservativi, non è la diversità nella sua complessità ad aver dato inizio a questo procedimento di decadenza dei valori, e della decadenza stessa della Chiesa, ma il suo degrado interno, la sua sporcizia, appunto, e la sua empietà.

Cosa farebbe oggi Gesù, se potesse passeggiare tra quei colonnati e guardare in faccia i suoi rappresentanti in terra?

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