Costruita intorno a te, è lo slogan di Mediolanum, la banca fondata da Ennio Doris, fiore all’occhiello del Cavaliere Silvio Berlusconi. Forse andrebbe completato con un…per stressarti meglio, vista l’allergia alle successioni per eredità di piccolo taglio, come e’ il magro conto corrente del 35enne medico specializzando in Anestesia e Rianimazione, Riccardo P., vittima ignara di un incidente stradale avvenuto il 7 aprile scorso sul Muro Torto di Roma.

L’assurdità di quest’amara vicenda che si trascina da più di sei mesi è che non si tratta della successione di un’eredità milionaria, pervenuta dal conto corrente del ricco zio d’America e fatta di chissà di quanti milioni di euro ripartiti tra disponibilità corrente, investimenti in fondi e in titoli e azioni! Si tratta di un magro conto di appena 16mila euro, di cui meno di 9mila disponibili sul conto, poco meno di 6mila investiti nel Fondo Med Fex e circa 390 euro in cinque titoli azionari.

Eppure a distanza di più di sei mesi dall’apertura, 21 aprile, e dalla comunicazione, qualche giorno dopo, della pratica di successione ai tre eredi legittimi – padre, madre e fratello – non si riesce a venire a capo dell’eredità, nonostante la promessa della comunicazione al fine di agevolarvi nella gestione degli aspetti burocratici legati alla pratica di successione e delle ripetute assicurazioni del Family Banker è tutto a posto.

E’ iniziata così una lunga sequenza di richieste di documenti secondo le disposizioni di legge, una volta direttamente dalla sede centrale di Basiglio tramite l’ufficio reclami e un’altra dalla sede di Roma.

Innanzitutto, la dichiarazione di successione presentata dagli eredi presso l’Agenzia delle Entrate, perché dei tre eredi solo due – padre e madre – sono in linea diretta, il fratello ahimè no, altrimenti essendo la successione inferiore a 50 mila euro sarebbe stata sufficiente una dichiarazione autenticata. Messe assieme tutte le carte necessarie, si è arrivati a capo della dichiarazione di successione presentata dagli eredi presso l’Agenzia delle Entrate, che, a luglio, non è stata una passeggiata.

Poi, i moduli per la liquidazione dei prodotti/servizi debitamente compilati e recanti la firma di tutti gli eredi: fatto questo, è venuta fuori la ripartizione della liquidazione dell’eredità suddivisa, una volta valeva 1/3 a erede e un’altra il 50% al fratello e il restante 50% ripartito tra padre e madre al 25% ciascuno.

Quindi, come dispone la nota della Divisione Affari Legali e Ufficio Atti Giudiziari e Successioni, in caso di bonifico su banca esterna, l’Iban dovrà essere CERTIFICATO. Acquisito ciò, è spuntato, ai fini della successione, il dossier titoli che due eredi a spese proprie e maggiori di quel che verrà loro attribuito, hanno dovuto aprire nelle rispettive banche: operazione non richiesta al padre perchè correntista, ancora per poco, della banca.

Vicenda conclusa? Macchè! Per la sede di Roma non è sufficiente la documentazione bancaria relativa all’apertura del dossier titoli: serve anche una dichiarazione a firma dei due interessati, madre e fratello, che quel dossier titoli è loro…

Un poco nobile ping pong tra la sede centrale di Milano e quella di Roma che o non comunicano o se comunicano non si capiscono, rivelatosi assai disagevole e costoso per gli interessati costretti a rincorrere ora questo e ora quel documento mancante o non perfetto, come se spostarsi a Roma fosse un piacere: a tutto ciò manca solo il ricorso all’ABF, l’arbitro bancario finanziario!

Ciò che sconcerta della banca, fiore all’occhiello del Cavaliere che della successione fece un suo cavallo di battaglia, è che nessuno né a Milano né a Roma abbia mai tenuto conto di cosa, per gli eredi legittimi del mega conto corrente, abbia significato la inconcepibile, disumana fine del 35enne medico vittima di un incidente la cui dinamica dovrà essere appurata, magari con la mai effettuata prova cinematica, dal Gip della Procura di Roma in via di assegnazione dopo la richiesta di archiviazione del Pm, Roberto Felici e l’opposizione contro di essa della parte lesa.

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