Dalla Banca Mondiale alla Fondazione del magnate cinese Li Ka Shin fino all'agenzia Oscura di San Francisco che lavora con i colossi Nike e Google: tutti gli organizzatori dello spettacolo fatto su San Pietro e tutte le critiche arrivate da alcuni intellettuali cattolici...

Che c’azzeccano con il Giubileo della Misericordia il braccio finanziario dell’Onu per il sostegno ai popoli, la potente fondazione di un super-miliardario cinese, gruppi ambientalisti che operano a livello internazionale e una grossa agenzia di comunicazione che lavora con multinazionali? E soprattutto: cosa hanno a che fare tutti questi enti che non possono essere tacciati di pauperismo con la Chiesa povera desiderata da Papa Francesco? E’ quanto si stanno chiedendo diversi osservatori cattolici dopo aver visto lo spettacolo Fiat Lux: illuminating our common home che martedì sera ha trasformato la facciata della basilica di San Pietro in un maxi schermo sul quale proiettare immagini colorate e suggestive di animali e paesaggi naturali. Tra i critici, c’è chi ha gridato allo scandalo e al sacrilegio, chi ha parlato di un inno all’ideologia new-age e al neo-paganesimo proprio nel simbolo della cattolicità, chi si è limitato a fare notare che questa operazione abbia messo in secondo piano il messaggio lanciato da Jorge Mario Bergoglio in apertura di Giubileo.

GLI ORGANIZZATORI DELLO SPETTACOLO

Come si legge nel comunicato stampa diramato per l’occasione, tra i finanziatori c’è stata la Banca Mondiale, agenzia specializzata dell’Onu per sostenere lo sviluppo dei popoli. Lo spettacolo Fiat Lux è rientrato all’interno del programma Connect4Climate, campagna lanciata nel 2011 per la sensibilizzazione sui problemi del cambiamento climatico. Fanno parte della squadra di finanziatori anche la Vulcan Inc. del cofondatore di Microsoft Paul Allen, una sorta di holding pensata per la realizzazione di grande eventi e progetti sempre con lo scopo di rilanciare i temi ambientalisti e umanitari. Il nome di questa organizzazione è volutamente tratto dal dio romano del fuoco Vulcano cresciuto – si legge nel sito – come un estraneo, volitivo e libero pensatore, indifferente ai capricci degli dei. Un contributo al progetto è stato assicurato anche dalla Fondazione Li Ka Shin intitolata al miliardario imprenditore cinese magnate della H3G, che ha costruito un vero e proprio impero vantando ottimi rapporti con i vertici della Repubblica Popolare della Cina (qui un suo ritratto scritto di recente dal Corriere della Sera). Chiudono il cerchio la fondazione Okeanos e la The Oceanic Preservation Society, attive nella difesa dei mari e della natura marina, mentre tra gli ideatori dello spettacolo figura anche Obscura, un colosso delle agenzie di comunicazione con sede a San Francisco e che lavora con marchi del calibro di Apple, Nike, YouTube, Facebook, Google, Coca-Cola, Audi e Disney.

LE PAROLE DI MONS. FISICHELLA

Alla conferenza stampa di venerdì 4 dicembre scorso, monsignor Rino Fisichella ha presentato lo spettacolo Fiat Lux definendolo “una suggestiva e unica rappresentazione”. L’arcivescovo presidente del Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione ha spiegato che le immagini proiettate sono “tratte dal repertorio di alcuni grandi fotografi del mondo” e “ispirate alla misericordia, all’umanità, al mondo naturale e ai cambiamenti climatici”. “Lo spettacolo – ha aggiunto – è offerto dalla World Bank Group (Connect4Climate), da Paul G. Allen’s Vulcan Productions, dalla Fondazione Li Ka-shing e dall’Okeanos. Tale evento, ispirato all’ultima Enciclica di Papa Francesco Laudato si’, vuole proporre la bellezza del creato, anche in occasione della Ventunesima Conferenza sul Clima delle Nazioni Unite (Cop 21), che è iniziata a Parigi lo scorso lunedì 30 novembre e che terminerà il prossimo 11 dicembre”. “Posso assicurare – ha concluso monsignor Fisichella – che è un evento unico nel suo genere e realizzato per la prima volta su uno scenario così significativo”.

LE CRITICHE DAL MONDO CATTOLICO

Tra i giornalisti cattolici, chi non ha apprezzato Fiat Lux è sicuramente Riccardo Cascioli. Il direttore della Bussola Quotidiana in un editoriale dall’emblematico titolo San Pietro nelle mani dei neo-pagani ha parlato di “lobby ecologista e anti-natalista che controlla le agenzie dell’Onu” e che si è resa responsabile di un “oltraggioso quanto noioso spettacolo”. Secondo Cascioli, il problema non sta solo nel contenuto proposto “ma anche in ciò che ci sta dietro”. “È stato infatti – scrive – un ‘regalo’ della Banca Mondiale (e del suo programma Connect4Climate) e di alcune associazioni e fondazioni particolarmente interessate all’ecologismo, la Vulcan Inc. del co-fondatore di Microsoft Paul Allen e la Okeanos-Fondazione per il mare, istituzioni che non a caso portano il nome di due divinità pagane. A realizzare l’installazione è stato lo studio Obscura, un nome che è un programma”.
Il direttore del settimanale Tempi Luigi Amicone nel suo articolo dal titolo Se sul National Geographic c’è Maria e su San Pietro una scimmietta ha fatto notare come “paradossalmente, nel giorno della Misericordia annunciata dall’Anno Santo e giorno di Maria Immacolata, madre di Gesù, si sarebbe dovuto cercare sul National Geographic invece che sul Cupolone la notizia del ‘sì’ di una donna che ha reso possibile la misericordia definitiva di Dio-uomo, Amico dell’uomo, nel Natale che stiamo per celebrare”. Anche Antonio Socci, penna cattolica critica con Bergoglio, su Libero si è scagliato contro lo spettacolo andato in scena in Vaticano, parlando tra le altre cose di “show animalista” e di come per le organizzazioni proponenti ecologismo e controllo delle nascite siano le facce di una medesima medaglia. Sulla stessa linea d’onda Renato Farina che sul Giornale parla di “show pagano” al Giubileo.

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