Ritorno brevemente sulla questione della Stepchild Adoption perché ho letto un commento che mette in relazione, di nuovo, questo elemento fondamentale del DDL Cirinnà con la questione dell’utero in affitto. Capre e cavoli, come si suol dire.

Hanno pienamente ragione Saraceno e Del Boca quando evidenziano che questo DDL senza la Stepchild Adoption, prevista, come spero sia noto, anche nel modello tedesco, sarebbe svuotato e decisamente nessun passo in avanti concreto. E soprattutto che aver sovrapposto questioni tanto diverse come la Stepchild Adoption e GPA è stato improprio.

Il DDL Cirinnà, come spiegato a più riprese dai relatori Monica Cirinnà e Sergio Lo Giudice non incentiva né prevede alcun accesso legale all’utero in affitto. Utilizzare questo argomento per stralciare la Stepchild Adoption dal DDL è scorretto sul piano tecnico e sul piano etico. Si tratta di una battaglia pretestuosa contro un provvedimento, di per sé già abbastanza basilare, che andrebbe a mettere una piccolissima pezza su un problema enorme.

Su questo tema vi propongo questo: >>> ascolta l’intervista al Sen. Lo Giudice <<<

Guardo all’Italia da un prospettiva diversa da molti, forse. Vivendo all’estero osservo certe discussioni con stupore. Il DDL Cirinnà, per me, è appena sufficiente rispetto a quanto il tempo richiede. Le esperienze di Francia, Spagna, Olanda, Belgio, Danimarca, Svezia, Norvegia e Germania ci dicono che siamo terribilmente fuori tempo massimo.

Non si può più perdere tempo con discussioni sterili o fuorvianti pur di non affrontare la questione una volta per tutte: se non ora quando?

Approfondimenti:

Reportage #GenderSensivity

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