I risultati delle elezioni regionali in Francia ci lasciano l’amaro in bocca. Il partito guidato da Marine Le Pen infatti è in vantaggio in ben 6 regioni.

Leggendo alcuni articoli, per esempio quello di Lavia su L’Unità, c’è da rimanere perplessi. Mi sembra evidente che non sia stato compreso affatto il fenomeno, il motivo per cui il Front National ha raggiunto, e in alcuni casi superato abbondantemente, come in Bourgogne-Franche-Comté e Alsace – Champagne-Ardenne – Lorrainela, la soglia del 30%. Dato fino a qualche tempo fa inimmaginabile. Lavia propone, come al solito, l’ammucchiata tra Repubblicani e Socialisti, un patto salvifico che è tale solo nelle illusioni di chi lo propone.

Proprio la totale assenza di una demarcazione chiara tra socialisti e repubblicani, ma per essere più precisi e generici, tra destra e sinistra, ha portato al crollo di questi due partiti. Non è un caso, per esempio, che il M5S in Italia stia aumentando sensibilmente nei sondaggi.

Se si propone un nuovo patto tra destra e sinistra per scongiurare chi sta più a destra o chi sta più a sinistra, temo non ne usciremo più. Si tratta di miopia politica molto seria. Quello che serve è una separazione netta tra socialisti e repubblicani in Francia, ma sopratutto in Europa tra le forze del centro sinistra e quelle del centro destra.

Non è “vecchio” è semplicemente ordine, coerenza e chiarezza. Le elettrici e gli elettori sono spaesati davanti a partiti che fanno e dicono più o meno le stesse cose. E questa tendenza è stata sottovalutata e continua ad esserlo. Si tratta di un campanello d’allarme grave.

Dopo l’Ungheria e la Polonia, ora tocca alla Francia scivolare nell’abbraccio degli xenofobi e dei nazionalisti. Domani dobbiamo preoccuparci di cosa accadrà in Germania dove AfD cresce e in Italia, dove Lega-Nord e Fratelli d’Italia seguono un trend positivo allarmante.

I partiti socialdemocratici europei devono interrogarsi seriamente e prendere in mano la situazione: basta titubanze, basta tentennamenti, basta miscugli. Servono fermezza e coerenza: un’identità di sinistra da recuperare. Per questo l’appuntamento del 12 dicembre 2015 a Roma, organizzato dai gruppi di minoranza del PD, è un evento importante e che può fare la differenza, in Italia, per il nostro partito.

Serve sinistra nel PD. Servono politiche che ci identifichino come alternativi a tutto il resto. Un’alternativa valida, coerente, capace e auspicabile.

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