L'Unione Europea è un progetto di cui non possiamo fare a meno e che deve ancora essere completato. Un'Europa unità è ora un obiettivo politico fondamentale

In questi giorni che precedono le vacanze di Natale ho avuto la fortuna di partecipare a diversi incontri di natura politica. Momenti di incontro e confronto che mi hanno aiutato a capire altri aspetti della vita politica, diverse dimensioni, come dicevo in un altro articolo.

L’incontro di oggi è stato organizzato dal City Group degli attivisti del Partito Socialista Europeo (PES) di Massa Carrara, coordinato da Gabriele Bontempi. L’incontro era il primo di una serie di iniziative di una scuola di formazione politica sul tema “Europa”. Bontempi ha espresso un po’ di delusione per la mancanza di contatto con alcuni degli eurodeputati, forse troppo impegnati a Bruxelles per ricordarsi che c’è una base a cui fare riferimento. Sempre. Un atteggiamento che, per esempio, non riscontro con i nostri eurodeputati tedeschi. Sempre attivi e presenti anche sul territorio.

Ospite dell’incontro il sindaco di Massa-Carrara, il prof. Alessandro Volpi. La discussione è stata sul processo di nascita dell’Unione Europea e sulle tante ambiguità che hanno caratterizzato questa esperienza. Il sindaco non è sembrato molto ottimista, definirei il suo intervento, molto preciso e corretto, da europeista deluso o da europeista critico.

Volpi ha sottolineato i problemi relativi alla genesi del progetto europeo: un accordo nato sulla base di una visione economica e non politica che negli ultimi venti anni è stato poi ridotto a un accordo meramente monetario. Ha criticato inoltre i parametri restrittivi di Maastricht, il rapporto Deficit/Pil al 3% e ha discusso il ruolo della BCE e di Mario Draghi nella crisi economica che dal 2008 ad oggi imperversa in Europa. Temi concreti, serie e veri.

Ma il progetto europeo è molto di più: è un progetto ambizioso, che deve ancora compiersi concretamente. L’Unione Europea è veramente la più grande conquista dei Paesi del vecchio continente, il problema, per rubare le parole di Romano Prodi, è che si tratta di una confederazione di egoismi nazionali. Ciascuno pensa prima di tutto a se stesso: in questo, la Germania è la più brava di tutti. La cancelliera, che gode di un forte consenso in Germania, che si può dire vada ben oltre il bacino elettorale del suo partito, è stata negli anni molto abile nel far prevalere gli interessi tedeschi assieme a una Politica europeista e descritta anche come positiva per tutti gli altri Paesi membri.

Non entro qua nel merito della questione, sarebbe necessario un libro. Angela Merkel rules, come ho scritto tempo fa, perché l’Europa è divisa al suo interno da egoismi e, diciamocelo, incompetenza da parte di tanti governanti.

L’Europa però è oggi a un bivio. I populismi avanzano, le emergenze economico-sociali sono al limite, la situazione internazionale è tesa come non mai, al punto che i conflitti sembrano essersi spostati alle porte d’Europa.

L’Europa ha dei problemi seri, ma l’Europa non esiste se non nella cooperazione tra Stati. L’Italia, come la Grecia, ha enormi problemi strutturali che non sono apparsi magicamente nel 2011. Sono problemi che ci portiamo dietro da decenni. Nessuno è stato in grado, o non ha voluto, porvi rimedio. Abbiamo sprechi, assenza di controlli, evasione stimata in oltre 120 miliardi annui, sistemi politici instabili e un senso di credibilità messo duramente alla prova nel tempo.

L’Unione Europea come progetto di pace e di progresso è ancora da completare e serve, oggi più che mai, l’impegno di ciascuno di noi. Per questo, alla concretezza e verità delle parole e proposte del sindaco Volpi, che critica i tecnicismi e l’assenza di vera solidarietà e spirito unitario, io propongo di usare uno sguardo ottimista e propositivo che riconosca l’importanza di questo progetto, in modo critico e valuto molto positivamente tutte quelle iniziative, come questa del PES di Massa Carrara, atte a formare e informare. Tutte quelle attività che mirano a creare consapevolezza sul ruolo dell’Europa e su ciò che ancora abbiamo da fare.

Avanti tutta, per un’Europa migliore e più solidale.

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