In queste ore si leggono commenti e dichiarazioni più o meno veementi contro i richiedenti asilo e gli stranieri in generale. Guarda caso.

Nella notte di San Silvestro, a Colonia, la città della Sindaca Henriette Reker di cui avevo parlato tempo fa per un attentato di cui è stata vittima per le sue posizioni pro-immigrazione, si è consumato un fatto increscioso, indecente, pericoloso. Pare che un migliaio di persone abbia dato inizio a una serie di attacchi coordinati rubando e molestando sessualmente decine di donne nella piazza. Dai palmeggiamenti a veri e propri atti di stupro.

Decine e decine di donne si sono recate alla polizia per denunciare i fatti. Pare che questa cosa si sia verificata anche in altre città tedesche, ad Amburgo per esempio. Esistono denunce ed esistono testimonianze che si limitano a dire, però, che gli aggressori erano immigrati richiedenti asilo.

Non mi piacciono i complottismi. Ma non posso fare a meno di pormi delle domande. Mi chiedo, per esempio, come abbiano fatto a individuare l’etnia e pure il foglio di richiesta d’asilo, tra 1000 e più (così hanno detto) aggressori, che nella notte di San Silvestro saranno stati tutti ben imbacuccati. Mi chiedo, per esempio, come sia possibile che nessuno sia in grado, tra le forze di polizia, di dare un quadro della situazione chiara: sembra, pare che, potrebbero essere… Inoltre, potendo capire che sotto l’effetto di alcool e altre sostanze certe persone perdano completamente il senso del reale, e i propri freni inibitori, mi viene un dubbio ulteriore legato a un ragionamento semplice: ma perché dei richiedenti asilo, il cui status è precario e debole, che al minimo sgarro rischiano di perdere la possibilità di restare in Germania ed essere portati al confine, dovrebbero orchestrare un simile caos? E poi con quali risorse esattamente? I richiedenti asilo, per esempio, sono confinati in zone e hanno obbligo di non allontanarsi oltre un certo numero di km e non hanno, poi, risorse per comprare alcunché. Qualcuno ha offerto loro litri di birra gratis?

Di quei mille facinorosi ne sono stati individuati, comunque, 16 eppure non sanno ancora dire se siano tutti siriani, nord africani o cosa. Insomma, se fossi uno dei cinque stelle mi verrebbe davvero da dire: complotto. Forse hanno architettato tutto questo gruppi facinorosi, xenofobi, anti-immigrati, dell’estrema destra per poter gettare discredito sui richiedenti asilo. Per diffondere l’odio. Per convincere la gente che loro sono nel giusto quando dicono: la Germania ai tedeschi. Per creare paura. Non mi stupirei.

Anche i giornali citano “ipotesi” e nessuna fonte concreta. Die Welt, secondo Huffington Post, cita dichiarazioni anonime di poliziotti che confermerebbero che la nazionalità di tutti gli aggressori è quella siriana. Dicono anche che alcuni di questi siriani, davanti alla Polizia, abbiano avuto un atteggiamento sprezzante credendosi intoccabili. Cosa assurda poiché al minimo passo falso perdono ogni possibilità di restare.

Ci sono quindi tanti piani che vorrei mettere in evidenza e tenere separati:

1) sarebbe opportuno esprimersi, da una parte e dall’altra, solo quando ci saranno informazioni certe, anzi certissime, sulle identità degli aggressori, sulla verifica delle testimonianze e dei testimoni, sulla comprensione del fenomeno e sulla portata dei reati. Per ora vedo solo tanto caos.

2) la violenza sulle donne è un qualche cosa di terribile che è, purtroppo, trasversale, in forme ed intensità, a tante culture e religioni. Non può certo essere ricondotto tutto a una data area geografica. Si tratta di un problema diverso da quello etnico: è, come dicono gli studi di genere da un cinquantennio, un problema di relazioni di potere. Il potere maschile, io direi la sua degenerazione, che si impone, vuole dominare e dilagare. Vuole imporsi con violenza su tutto ciò che lo contrasta: il potere maschile, degenerato, opprime le donne. Come tante altre minoranza: omosessuali, per esempio, minoranze linguistiche ed etniche. Si tratta di osservazioni emerse da diversi anni di studi, suggerisco una lettura degli studi sulla maschilità. Per esempio i lavori di Michael Kimmel, sociologo americano che venne a presentare il suo studio sul potere maschile americano ai tempi in cui ero in università. Molto attuale.

3) la questione dell’integrazione. Non voglio pararmi dietro a un dito ed eludere la questione che poneva, in un suo recente articolo, Lucia Annunziata. Al di là delle questioni di cronaca, e aspettando, mio banale consiglio, di avere informazioni ufficiali, certe anzi certissime, non si può dire che tutto sia e sarà facile. L’integrazione è un percorso difficile che non deve essere ridotto all’idea di assimilazione delle persone. Integrare significa reciproco apprendimento: significa che l’accoglienza non può prescindere dall’apprendimento, di chi arriva qua, delle nostre regole e norme di condotta. Mentre l’assimilazionismo esige l’annullamento dell’identità dell’arrivato, l’integrazione ne riconosce la sua integrità culturale, religiosa, politica, umana, chiedendo, anzi esigendo, il rispetto delle regole e del vivere comune nella società accogliente.

Quando avremo capito cosa è successo i colpevoli, che siano tedeschi, siriani, richiedenti asilo o meno, nord-africani, appena arrivati, seconde o terze generazioni, poco importa, dovranno essere severamente puniti. Questo non dovrà far cambiare la prassi politica dell’accoglienza né dare spazio, ulteriore, ai populismi, alla xenofobia e ad ogni forma di reazione d’odio nei confronti degli stranieri.

Chiudo con l’immagine di un richiedente asilo siriano,  che nella piazza del duomo di Colonia, con un cartone e con viso cupo testimonia il suo dolore e la sua vicinanza per quelle donne offese. Un tedesco stentato, una scrittura interrotta, che dice: Tut mir leid was passier ist um Köln Frauen in der Stadt von New Year.

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