Scende in campo un protagonista delle campagne elettorali negli Stati Uniti, finora poco presente e relativamente silente: l’ascoltato e potente telepredicatore evangelico Franklin Graham intraprende un vero e proprio ‘tour’ per invitare i cristiani d’America a recarsi alle urne nell’Election Day e, soprattutto, a candidarsi per portare i valori della Bibbia a Washington e contrastare i matrimoni tra persone dello stesso sesso, gli aborti, le forme di intrattenimento peccaminose.

Questa è l’agenda di Graham, 63 anni, figlio del più celebre Billy, fondatore della ‘Evangelist Association’, e capace di raccogliere ai suoi raduni di preghiera e invocazione decine di migliaia di persone.

Graham – scrive l’Ansa – ha dato il via a un tour “in nome del Signore” che toccherà tutti i 50 Stati americani. Lui nei partiti politici non crede più – afferma – dopo aver tagliato i ponti con il partito repubblicano, reo di non avere lottato contro lo stanziamento di fondi pubblici alle cliniche che forniscono anticoncezionali. E ha pure preso le distanze da Donald Trump, pur condividendo, almeno parzialmente, le posizioni del magnate sui musulmani in America, partendo dal concetto che gli Stati Uniti sono stati costruiti su valori giudeo-cristiani, “i principi che voglio reintrodotti”.

Il telepredicatore si propone come l’unica autentica voce di quell’elettorato evangelico che diversi candidati repubblicani corteggiano, ma di cui nessuno è l’espressione. E senza il voto, massiccio, degli evangelici, difficilmente un repubblicano viene eletto alla Casa Bianca.

Il tour ‘Decision 2016’ è partito dall’Iowa, dove il 1° febbraio le assemblee di partito inaugureranno la stagione delle primarie. “Non c’è alcun partito politico capace di offrire soluzione ai problemi degli Stati Uniti, ho zero speranze nei repubblicani, nessuna nei democratici o nel tea-party, le mie uniche speranze sono il Signore e suo figlio Gesù Cristo”, tuona Graham, esortando i cristiani a pentirsi dei propri peccati, a chiedere perdono per quelli commessi dall’Amministrazione statunitense e invitandoli a votare per candidati capaci di parlare della “verità della Bibbia” per “riportare l’America a essere una nazione sotto la guida di Dio”.

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