Anche durante le notti più gelide, con 20 gradi sotto zero, i Soldati di Odino sorvegliano le strade di Helsinki. Girano a turno le piazze, il porto, controllano le fermate degli autobus. Vestiti di nero, con la parte superiore del viso coperta da un fazzoletto con i colori della bandiera finlandese, questi volontari cercano di proteggere le donne. Si autodefiniscono “gli occhi e le orecchie della polizia” e hanno intensificato le loro attività dopo quindici denunce di molestie sessuali a immigrati islamici durante la notte di Capodanno, nei dintorni della stazione centrale della capitale finnica. Un caso che ricorda quello di Colonia, in Germania.

IMPEGNO CIVILE

In un’intervista pubblicata sul sito russo governativo Sputnik, uno dei loro leader racconta che il movimento è stato fondato nel 2015 a Kemi. “Abbiamo dei membri del gruppo che lavorano a vari orari – spiega la fonte – in più tutti hanno un lavoro principale. Nel gruppo noi lavoriamo a turni: qualcuno arriva la mattina, qualcuno la sera. Grazie a questo è facile per noi organizzare il pattugliamento delle strade 24 ore su 24 e sette giorni su sette”. In questo momento in Finlandia i Soldati di Odino sono più di 500 e sono presenti in 23 città del Paese.

SFUMATURE RAZZISTE

I cittadini sono grati e plaudono all’iniziativa, mentre le autorità sono preoccupate per il proliferare di questi gruppi, talvolta estremisti. Il primo ministro finlandese, Juha Sipila, ha detto all’emittente pubblica YLE che queste “pattuglie civili non possono sostituire il ruolo della polizia”. Il ministro degli Interni, Peteri Orpo, ha rimarcato invece che i Soldati di Odino avrebbero “caratteristiche razziste e i loro propositi non porteranno a un miglioramento alla situazione della sicurezza nel Paese”.

UN’ALTRA COLONIA

La polizia finlandese indaga su quindici denunce di aggressioni sessuali contro donne, avvenute durante la notte di Capodanno a Helsinki. Secondo le vittime, gli uomini sembravano stranieri, molto probabilmente rifugiati, da quanto si legge nel rapporto diffuso ieri dalle autorità. L’incaricato del governo finlandese ha confermato che le testimonianze sono molto simili a quelle dei fatti di Colonia: ci sono stati anche due tentativi di stupro: “Gli individui che hanno aggredito conducevano una tattica premeditata, per circondare le vittime… in tre casi di presunti aggressori abbiamo identificato richiedenti di asilo. Altri sospetti sono stranieri”. Nel 2015 circa 32mila persone hanno chiesto asilo in Finlandia, mentre nel 2014 le richieste sono state 3600. Il responsabile della polizia di Helsinki, Ilkka Koskimaki, ha detto che non c’erano mai stati casi di aggressioni simili in precedenza.

LE VIOLENZE DEL “TAHARRUSH”

Quanto avvenuto a Helsinki somiglia al “taharrush”, la parola araba con la quale si descrive la violenza sessuale di un gruppo di maschi musulmani contro donne  – considerate infedeli – durante grandi raduni o eventi di massa. Il termine è apparso nella stampa occidentale in occasione delle rivolte del 2011 in Egitto, quando molte donne sono state molestate in piazza Tahrir. Le aggressioni vanno dagli insulti, palpeggiamenti, pestaggi e possono arrivare anche allo stupro.

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