Anche per i pensionati c’è la possibilità di richiedere prestiti in banche o istituti di credito. Uno dei metodi più utilizzati per erogarli è la cosiddetta cessione del quinto della pensione, che indica la sicurezza che la rata mensile di rimborso non superi il 20% della propria pensione. Non solo, in materia di prestiti ai pensionati, l’INPS ha stretto convenzioni con banche e istituti di credito che offrono così tassi agevolati in modo da non gravare troppo sulle entrate mensili. Andiamo a vedere nel dettaglio come funzionano questi finanziamenti.

Che cos’è e come funziona la cessione del quinto della pensione

La cessione del quinto sulla pensione è un prestito che il pensionato può ottenere da un istituto di credito e rimborsare attraverso un addebito automatico che l’Inps effettua sulla sua pensione. Viene così chiamato perchè il prelievo non può superare un quinto dell’importo mensile della pensione, ovvero il 20%.

Il pensionato deve richiedere il prestito alla banca o all’istituto di credito. L’Inps provvede poi a versare la quota stabilita trattenendola direttamente dalla pensione. La durata del contratto di prestito non può superare i dieci anni ed è obbligatoria la copertura assicurativa per il rischio di decesso prima che il periodo di rimborso sia completato.

La cessione del quinto può essere chiesta su tutte le pensioni, ad eccezione di:

  1. pensioni e assegni sociali;
  2. invalidità civili;
  3. assegni mensili per l’assistenza ai pensionati per inabilità;
  4. assegni di sostegno al reddito;
  5. assegni al nucleo familiare;
  6. pensioni con contitolarità per la quota parte non di pertinenza del soggetto richiedente la cessione;
  7. prestazioni di esodo ex art. 4, commi da 1 a 7 – ter, della Legge n. 92/2012.

Rispetto ai finanziamenti per dipendenti, le condizioni richieste dagli enti finanziatori per concedere un prestito con cessione del quinto sono un po’ meno flessibili e dipendono dell’età del richiedente che, se molto avanzata, potrebbe costituire un rischio maggiore di insolvenza per la banca. I limiti di età per i prestiti pensionati non sono rigidi e possono variare da un istituto all’altro: ci sono enti erogatori di credito che pongono come limite i 75 anni, ma anche altri che lo pongono a 80 e oltre.

Cosa deve fare il pensionato e come si calcola la rata

Per ottenere un prestito con cessione del quinto, il pensionato deve prima richiedere la comunicazione di cedibilità della pensione: un documento in cui viene indicato l’importo massimo della rata del prestito. La quota cedibile deve essere richiesta personalmente dal pensionato presso qualsiasi Sede Inps e va consegnata alla Banca o alla Società finanziaria con la quale stipulare il contratto di finanziamento. Nel caso in cui il pensionato, per la stipula del contratto, si rivolga ad un Ente finanziario convenzionato con l’Inps, la comunicazione di cedibilità verrà elaborata direttamente dalla Banca/Finanziaria attraverso un collegamento telematico con l’Istituto stesso.

Poiché il pensionato può cedere fino a un quinto della propria pensione, la rata dipende dall’importo della pensione stessa. L’importo cedibile è calcolato al netto delle trattenute fiscali e previdenziali, e in modo da non intaccare l’importo della pensione minima stabilito annualmente dalla legge. Per questo motivo i trattamenti pensionistici integrati al minimo non possono essere oggetto di cessione. Nel caso si sia titolari di più pensioni cedibili, il calcolo si effettua sull’importo totale delle pensioni percepite.

Ad esempio, in caso di pensione percepita lorda di 596.50€, con ritenute fiscali pari a 0€, la quota cedibile sarebbe al massimo di 94.11€ poichè la pensione minima è stata calcolata per il 2015 a 502.39€.

Prima di poter versare l’importo della rata trattenuta dalla pensione alla Banca o alla Società finanziaria, l’Inps verifica la presenza di alcune condizioni a tutela del pensionato:

  1. la Banca o la Finanziaria devono avere tutti i requisiti richiesti dalla legge per questo tipo
    di operazione;
  2. il tasso applicato al prestito deve essere inferiore al “tasso soglia” anti-usura per gli Enti finanziari accreditati o al tasso convenzionale stabilito per la propria fascia di età per il prestito erogato da Ente finanziario convenzionato;
  3. la rata contrattualmente prevista non deve superare un quinto dell’importo della pensione;
  4. nel contratto devono essere indicate tutte le spese (istruttoria, estinzione anticipata, premio assicurativo per premorienza, commissioni, interessi).

La convenzione con l’INPS

Per contenere il livello dei tassi di interesse e tutelare i pensionati, l’Inps ha predisposto una
Convenzione, sottoscritta da numerose Banche e Società finanziarie, che garantisce tassi più favorevoli rispetto a quelli di mercato. L’elenco delle Banche e degli Istituti convenzionati è disponibile sul sito ufficiale dell’INPS.

Condividi tramite