Conversazione con il sindaco di Varese, Attilio Fontana, sui rapporti tra imprese e territori. Proseguono gli approfondimenti di Orti Osservatorio I-Com su Formiche.net

I-Com ha pubblicato il “Manifesto delle buone relazioni tra territori ed imprese”, qual è il suo giudizio complessivo sull’iniziativa e quale pensa sia il punto decisivo per lo sviluppo della città e del territorio?

Il giudizio è sicuramente positivo. Credo che mai come in questo periodo storico la collaborazione tra pubblico e privato sia fondamentale per il territorio e per la PA. Il punto decisivo è quello della partecipazione di cittadini e imprese: una buona opera senza cittadini e imprese non sarà accettata.

Nel Comune di Varese avete attivato degli strumenti che regolano la partecipazione di cittadini ed imprese al processo decisionale?

I cittadini vengono coinvolti in tutte le decisioni più importanti della città. Un esempio per tutti è quello che ha riguardato la destinazione dell’ospedale di Varese. Per quanto riguarda le imprese siamo in un periodo nel quale stiamo sfruttando tutti i vari sistemi e le procedure che sono previste dalla legge con il project financing piuttosto che con il leasing in costruendo. Nel leasing in particolare siamo all’avanguardia.

Torniamo al Manifesto, sulla base della sua esperienza amministrativa qual è il punto più difficile da mettere in pratica?

Sicuramente open data e tempi di pagamento. Il primo richiede molto tempo. Stiamo cercando di mettere on line tutti i nostri materiali compresi quelli riguardanti i bandi di gara e tutto ciò che può agevolare le singole aziende a partecipare allo sviluppo della città. Per quanto riguarda i pagamenti il ritardo era dovuto non tanto ad una mancata volontà dell’amministrazione locale ma al patto di stabilità che molte volte ci impediva di pagare nonostante avessimo i soldi. Adesso sembra che non ci sia più il vincolo del patto di stabilità ma ci sono sicuramente altre difficoltà. Valutiamo cosa succede quest’anno perché la finanziaria non ha ancora visto licenziati i decreti attuativi per cui non so cosa emergerà veramente.

Può raccontarci brevemente un esperienza di successo nel rapporto tra imprese e la sua amministrazione?

Una recentissima iniziativa (sarà presentata in un’apposita conferenza stampa nei prossimi giorni) è quella avvenuta con una società privata, la quale ha deciso di fare un regalo al Comune di Varese aiutandoci a realizzare un nuovo sito e una nuova piattaforma on line che consenta un dialogo diretto tra l’amministrazione e i cittadini. In questi anni con questa azienda abbiamo sempre mantenuto rapporti di grande collaborazione. Ci sono poi tanti interventi di piano integrato, di project financing, di leasing in costruendo. Tra i tanti esempi cito per tutti Esselunga con la riqualificazione dell’ex calcifico Malerba e quella che ha riguardato il nuovo teatro di Piazza della Repubblica che avverrà attraverso un project financing. Sono tutte ipotesi di successo di cui sono particolarmente orgoglioso.

Semplificazione, sviluppo e riqualificazione del territorio: quali sono i progetti futuri di Varese?

Stiamo cercando con l’illuminazione pubblica un adeguamento tecnologico che porterà un risparmio energetico. Poi la riqualificazione di Piazza della Repubblica che è il più importante intervento che Varese abbia avuto negli ultimi quarant’anni. Un altro intervento che viene portato avanti con la collaborazione pubblico – privato è il parcheggio di Via Sempione. Credo fortemente nel rapporto pubblico-privato ma si devono creare delle procedure più semplici e lineari e trasparenti. Questo perché la farraginosità delle norme da un lato può allontanare i privati ma dall’altro può creare una situazione altrettanto grave che è quella dell’ipotesi di ricorsi.

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