Roberto Race
Roberto Race

E’ un documento che da mission e vision alla Confindustria del futuro quello dei Giovani Imprenditori. Destinatari innanzitutto i 4 contendenti alla presidenza (in rigoroso ordine alfabetico Vincenzo Boccia, Marco Bonometti, Aurelio Regina e Alberto Vacchi) e i grandi elettori che nel consiglio del 17 marzo decideranno chi sarà il prossimo leader di Viale dell’Astronomia.
E’ un documento nel quale i giovani guidati da Marco Gay chiedono una riflessione strutturata sul ruolo dell’Associazione, su marketing associativo e servizi che l’organizzazione deve offrire, chiedono l’attuazione piena della Riforma Pesenti in chiave di riduzione dei costi e un maggiore ascolto della base associativa.

“Non esiste in nessun altro Paese del mondo -inizia così il documento- un’associazione di rappresentanza degli imprenditori così grande, così ramificata, così influente. Eppure oggi l’Italia ha bisogno di una Confindustria ancora più forte. Rappresentiamo oltre 150 mila imprese, che ogni giorno creano ricchezza, danno lavoro, promuovono l’Italia nel mondo e cambiano la società. Possiamo fare di più. Abbiamo dato un contributo essenziale a riforme importanti, dal fisco al lavoro, dalla Pubblica amministrazione agli investimenti.
Possiamo fare di più.
Siamo stati in prima linea sul territorio per aiutare gli associati in anni difficili.
Possiamo fare di più.
Perché se l’Italia ha bisogno di una Confindustria ancora più forte, la Confindustria ha bisogno di imprese sempre più straordinarie.
C’è un mondo che cambia. Oggi fare impresa significa qualità, visione, valori.
Significa muoversi in mercati internazionali e integrati, competere con prodotti personalizzati, significa raccontare una storia unica e irripetibile: la propria.
Le imprese hanno saputo interpretare il cambiamento, trasformarsi per resistere e crescere, e anche la nostra
Confindustria vuole continuare a farlo.
Perché Confindustria è i suoi imprenditori.
E oggi vogliamo raccontare una nuova storia, che parte dal passato e guarda al futuro: questo è il contributo e l’ambizione di noi Giovani Imprenditori per la nuova Presidenza confederale.
Per dare più voce al mondo che produce, dare più strumenti ai suoi imprenditori, dare più forza all’Italia che cresce.”

La Confindustria che vorrebbero i Giovani Imprenditori deve anche avere un ruolo più incisivo nella vita del Paese.
“Non è più- è scritto nel documento- solo quello della controparte sindacale, né quello della rappresentanza politica degli imprenditori, ma quello di un grande soggetto portatore di progetti di ammodernamento del Paese, capace di affermare nel dibattito pubblico e soprattutto nelle generazioni più giovani l’identità industriale e produttiva dell’Italia.
Confindustria deve essere capace di cambiare l’opinione pubblica. Con un leader forte, riconoscibile e mediatico.”

I giovani imprenditori accendono anche i riflettori su un tema chiave: la necessità di una cultura favorevole all’impresa, un ecosistema che le aiuti a crescere.
“Superare- è scritto nel testo- il deficit di cultura industriale, dare una proiezione internazionale alle ambizioni dell’Italia, dibattere degli effetti che la più grande rivoluzione tecnologica
della storia produce in ogni ambito della vita sociale.
Essere insomma un “Mise indipendente” e anche di più, un Ministero dell’industria (come si chiamava un tempo) e dell’innovazione (come speriamo si chiamerà
in futuro).
Per farlo deve sfruttare la propria credibilità scientifica, la propria rappresentatività e la propria autorevolezza nel rapporto con gli stakeholder a livello italiano e europeo (politica, sindacati, istituzioni finanziarie etc).
Perché senza un ecosistema favorevole alle aziende, senza policy industriali di lungo periodo, senza un miglioramento delle variabili micro e macroeconomiche, anche la migliore delle imprese si trova a competere ad armi impari.”

Il documento integrale è a questo link: https://drive.google.com/file/d/0B94EIy0WUeXcUjNleE9XMTlzdU0/view?usp=sharing

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