La denominazione di Tre Venezie (Venezia Tridentina, Venezia Euganea, Venezia Giulia)  trae ispirazione dal termine con cui era conosciuta in età imperiale la X Regio di Augusto, e cioè, Venetia et Histria. Con l’assetto geopolitico italiano modificatosi a seguito della seconda guerra mondiale e degli eventi a essa successivi (fino al Trattato di Osimo  del 1975), le Tre Venezie individuarono un’area non più interamente parte dello Stato Italiano (parte della Venezia Giulia fu ceduta alla Jugoslavia). In seguito si diffuse l’uso del termine Triveneto per indicare l’area geografica costituita dalle attuali regioni italiane del Veneto, del Friuli Venezia-Giulia e del Trentino Alto Adige.

Nella sua storia plurisecolare Venezia ha rappresentato un fattore di riferimento esemplare e speciale per l’insieme dei territori che, con l’iniziativa politico istituzionale avviata ieri dal Comitato promotore, intendiamo riunificare nella macro regione del Triveneto.

Eredi della migliore cultura politica e istituzionale autonomistica popolare e democratico cristiana del Veneto, siamo interessati a  dare corpo operativo alla felice intuizione dei due governatori di Lombardia e Veneto,  Roberto Maroni e  Luca Zaia,  EUSALP: l’area vasta alpina da loro indicata come elemento in grado di offrire una seria realizzazione all’obiettivo politico dell’Europa delle Regioni. Un progetto politico che il compianto presidente DC della Regione Veneto, Carlo Bernini anticipò, con l’avvio di Alpe-Adria, strumento di collegamento tra le regioni confinanti dell’arco alpino del Nord-Est.

La nostra proposta non intende ridurre il grado di autonomia conquistato dalle consorelle realtà regionali friulane e trentino-altoatesine, ma semmai di aumentare quello ora garantito al Veneto come regione a statuto ordinario. E lo facciamo indicando in Venezia e nella migliore tradizione storico politica della Repubblica Serenissima il punto di riferimento centrale della nostra proposta.

E’ la Serenissima Repubblica di Venezia la prima ha intuire lo stretto legame esistente tra la montagna, la pianura e la laguna, ossia di un ecosistema complesso che portò i reggitori del Ducato a sperimentare la prima pianificazione forestale nel mondo e una delle più avanzate politiche di assetto del territorio e di difesa e sicurezza idraulica. Una sicurezza che, allora come ora, era legata alle necessità da quell’ecosistema fragile e complesso come la laguna veneziana, in cui è sorta e si è mantenuta sin qui, in un equilibrio miracoloso tra terra-cielo e mare, quella perla dell’umanità rappresentata dalla città del Leone di San Marco.

Grazie a Venezia sorse a Padova una delle università più importanti in Europa, con il primo laboratorio anatomico e il primo orto botanico al mondo e ancor oggi essa può costituire un fattore propulsivo e di grande attrattività, non solo sul piano culturale per tutto il Triveneto, ma un punto di snodo strategico tra Nord e Sud del Mediterraneo e per le nuove rotte del Medio ed estremo Oriente.

Venezia con la sua eccezionale dotazione di beni culturali e la sua offerta turistica che si concreta negli oltre venti milioni di visitatori annui provenienti da tutto il mondo, costituisce una vetrina di bellezza e di cultura unica a livello mondiale.

La città che è stata il fulcro dell’editoria sacra e profana, raccolta nella Biblioteca Marciana, nell’Archivio di Stato e in altre sedi, avrebbe tutte le carte in regola per proporsi come sede di Mostre annuali del libro in ogni specificazione (libri d’arte, libri di antica e nuova scienza gastronomica, libri tecnici e scientifici etc.). Da tutte queste manifestazioni non effimere verrebbe un beneficio diretto al sistema di accoglienza cittadino e un fattore di attrattività culturale per l’intero Triveneto.

Serve un programma condiviso in grado di coinvolgere con la città metropolitana tutto il territorio triveneto dal Tagliamento al Timavo, dall’Adige al Po sino al Mincio. Venezia come punto di riferimento delle Venezie e tra il Nord e il Sud dell’Europa, tra l’Ovest e l’Est del mondo.

Un altro elemento di forte impatto socio economico è la proposta di istituire a Venezia nell’area di Marghera la “free zone” ai sensi del regolamento CEE n.952 del 2013. Il consiglio comunale di Venezia, nella riunione del 16 giugno 2014 ha approvato la costituzione della newco che gestirà i 110 ettari di Porto Marghera che Syndial (gruppo Eni) ha accettato di cedere. Si tratta di dare pratica attuazione a tale deliberazione. Da tempo i popolari veneziani con l’adesione di diversi consiglieri regionali hanno indicato l’opportunità di realizzare nell’area di Marghera una “free zone”(zona franca)  in base a quanto previsto dai regolamenti comunitari.

La “free zone” è un’area destinata alla promozione del commercio, all’esportazione e all’apertura dell’economia nazionale al mondo esterno. In essa sono ammesse attività industriali, commerciali e dei servizi. Al suo interno intendiamo favorire un nuovo progetto, di natura non industriale, per dare all’area uno sviluppo che consenta di impegnare le forze lavorative presenti nella terraferma veneziana e nell’”area agropolitana” ( neologismo coniato dal prof Ulderico Bernardi) del Triveneto.

Le aree di porto Marghera dovranno avere utilizzi ecologicamente compatibili( PMI della green economy. artigianato di produzione e di servizi, terziario avanzato)   con l’essere in gronda lagunare, e quindi non inquinanti, e questi utilizzi dovranno valorizzare le aree in termini economicamente compatibili con l’assunzione da parte degli utilizzatori dei costi di bonifica, posto che l’attuale situazione economica del Paese rende poco probabile che questi costi vengano assunti  totalmente dallo Stato. Un percorso che sarebbe grandemente facilitato con la costituzione della zona franca.

Su questa linea si è mosso il porto di Venezia, acquisendo molte aree da destinare ad una portualità più commerciale che industriale, ma sono state proposte anche altre destinazioni quali il terminal per le Grandi Navi da crociera, la city della PA-TRE-VE, la città metropolitana tra Venezia Padova e Treviso e una destinazione ad area di commercio internazionale, un grande fondaco per la città di Venezia che è nata ed è diventata ricca come città di commercio del mondo medioevale.  In definitiva una nuova offerta per tutti i giovani delle Regioni del Triveneto.

Ettore Bonalberti

www.alefpopolaritaliani.eu

www.insiemeweb.net

www.don-chisciotte.net

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