L'analisi dell'economista Pasquale Lucio Scandizzo, presidente di Openeconomics

Se si guarda alla letteratura economica, la maggior parte delle valutazioni delle Olimpiadi realizzate fin ora si basano su un’analisi di impatto, che mira a riconoscere e misurare, prospetticamente o retrospettivamente, gli effetti dei lavori di preparazione e di celebrazione dei Giochi nel Paese ospitante. La traduzione di tali effetti in una analisi costi benefici di tipo economico è stata raramente realizzata, generando spesso confusione tra la valutazione economica e la valutazione puramente finanziaria dell’evento.

Queste due valutazioni sono molto diverse tra loro per varie ragioni. La valutazione economica, infatti, analizza il bilancio benefici costi delle Olimpiadi dal punto di vista della collettività, utilizzando un insieme di “prezzi ombra” calcolati in modo da riflettere, meglio dei prezzi di mercato, i costi opportunità sociali (ossia il sacrificio sociale) delle risorse utilizzate. L’analisi finanziaria, invece, ha l’obiettivo di esplorare la sostenibilità finanziaria dell’iniziativa da parte di un particolare stakeholder (per esempio il comitato organizzatore, il governo o altro soggetto).

Questa analisi viene fatta a prezzi di mercato e in genere non è aggregata, perché coinvolge più soggetti i cui ruoli, piani e mezzi finanziari sono distinti. Altra cosa ancora è l’analisi di impatto , che si propone di stimare gli effetti delle Olimpiadi sull’economia, attraverso stime econometriche e/o modelli di simulazione.

Tutte queste analisi, infine, sono basate sul confronto di almeno due scenari ipotetici: uno con le Olimpiadi e uno senza.

Nel nostro studio abbiamo scelto di sviluppare un’analisi economica che utilizza metodologie avanzate di analisi quantitativa e di ricerca operativa. Questa analisi ci permette di integrare l’analisi costi benefici con l’analisi di impatto economico, considerando effetti, benefici e costi generati dall’evento olimpico sul territorio romano, laziale e italiano e tracciandone un bilancio economico in termini di redditività e di convenienza economica.

Nell’analisi costi benefici abbiamo considerato i valori economici generati direttamente e/o indirettamente dai Giochi, tra cui i costi di investimento, i costi operativi, i costi esterni, i valori simbolici che fanno capo al cosiddetto alone olimpico, i valori diretti e le opzioni create dalle strutture e infrastrutture sportive e civili. Queste variabili si riferiscono sia alla fruizione dell’evento (valori di uso), sia ai valori, positivi e negativi, che i cittadini associano all’evento per ragioni culturali, psicologiche e sociali (valori di non uso). Nell’analisi, tutti i valori sono valutati a prezzi economici (i cosiddetti prezzi ombra), che tengono conto sia dei prezzi di mercato, quando questi esistono, sia dei costi opportunità effettivi dei beni e dei servizi (commerciabili e non), al netto delle distorsioni causati dalle tasse, di sussidi e dalle imperfezioni di mercato.

I benefici che le Olimpiadi sono in grado di generare nel territorio che le ospita sono cospicui e numerosi, mentre i costi sono limitati. Gli effetti positivi tendono ad eccedere gli effetti negativi, e un’ampia letteratura economica, di cui lo studio presenta una lettura critica, documenta questo risultato per quasi tutte le Olimpiadi passate. Per determinare un equilibrio positivo tra benefici e costi è in realtà sufficiente considerare solo alcuni degli effetti maggiori, derivanti in gran parte dalla concentrazione internazionale di un insieme critico di consumi materiali e culturali che si verifica nella città ospite. Molti benefici, di natura più intangibile, sono più difficili da quantificare, ma non meno importanti. In particolare le Olimpiadi creano opportunità (valori di opzione) che espandono l’orizzonte dei consumi individuali e collettivi (si pensi alle opportunità di praticare lo sport in impianti più efficienti, o alla maggiore accessibilità per i disabili). Naturalmente una gestione particolarmente inefficiente potrebbe vanificare molti di questi benefici ed effetti esterni negativi, per esempio la corruzione, potrebbero ulteriormente far pendere la bilancia dal lato dei costi invece che dei benefici.

Anche attribuendo una probabilità significativa a questi effetti negativi, in tutti i casi considerati nello studio, che includono tre scenari alternativi (uno scenario di riferimento, uno scenario ottimistico e uno pessimistico) e una minuziosa analisi dei rischi, la valutazione economica dei Giochi come progetto di investimento consegue indicatori positivi. Questi ammontano nello scenario di riferimento nel 2017 a un Valore Attuale Netto Economico, calcolato a un tasso di sconto del 5%, pari a 2,9 miliardi di Euro, con un Tasso Interno di Rendimento Economico del 31,09%. Sia la considerazione degli altri scenari, sia l’analisi di rischio mostrano che queste stime, basate su ipotesi molto prudenti, sono robuste e che il valore attuale netto economico si mantiene positivo nella maggior parte degli scenari negativi più estremi.

L’impatto economico dell’investimento per le Olimpiadi consiste nell’attivazione di risorse aggiuntive che non sarebbero utilizzate nello scenario alternativo più probabile. In termini monetari, abbiamo stimato tali risorse come la differenza tra i 5,58 miliardi di euro previsti per l’investimento e la spesa programmata per la parte delle stesse infrastrutture già incluse nei programmi pubblici per gli stessi anni (2017-2022) per Roma e il Lazio, pari 4,03 miliardi di euro. Sulla base di queste cifre, l’analisi di impatto è stata effettuata utilizzando un modello economico basato su una matrice di contabilità sociale, stimata specificamente per cogliere i dettagli settoriali e le interdipendenze che le Olimpiadi genererebbero nel territorio di riferimento (Roma, Lazio e resto del Paese). Usando questa metodologia, gli effetti netti sul Valore Aggiunto del Lazio risultano pari a circa 4 miliardi di euro, di cui 3,3 nel territorio metropolitano di Roma. Dati questi valori, il contributo incrementale alla crescita del PIL della Regione Lazio, inclusa Roma, nel periodo di cantiere (2017-2023) risulta pari a oltre il 2,4% con una media annua intorno allo 0,4%, e una accelerazione di crescita significativa rispetto allo scenario più probabile in assenza delle Olimpiadi.

Queste stime sono preliminari, poiché il piano della realizzazione di Giochi a Roma è ancora allo stato embrionale e dati più precisi ed accurati saranno generati nel corso del tempo, mano a mano che si consolideranno i programmi progettuali e i piani finanziari dei singoli stakeholder. Nel frattempo, abbiamo anche avviato una indagine campionaria per stimare la disponibilità a pagare per le Olimpiadi, sia in termini di un contributo diretto dei cittadini (per il cosiddetto valore di esistenza di Giochi), sia per una ipotetica partecipazione come “azionisti” sociali dell’evento. Questa indagine dovrebbe fornire ulteriori elementi per la valutazione economica e consentire anche di sottoporre a test alcune delle ipotesi sui valori creati e sulle opportunità ed i rischi della realizzazione.

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(OpenEconomics, spin off dell’Università di Roma “Tor Vergata”,  è una società specializzata analisi di piani e progetti, e nello sviluppo e nell’applicazione di metodologie innovative di valutazione economica e finanziaria)

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