La “Curva dominante” di Kandinsky, “Il bacio”, di Max Ernest, lo “Studio per scimpanzé” di Francis Bacon, “Preparativi” di Lichtenstein e la “Foresta incantata” di Jackson Pollock (di cui sono esposte ben 18 opere).

Questi alcuni degli oltre 100 capolavori delle avanguardie artistiche fra gli anni venti e gli anni sessanta del Novecento, che da domani saranno presentati fino al 24 Luglio 2016, a Palazzo Strozzi, a Firenze.

Dall’astrattismo, all’espressionismo, alla pop art, dagli “informali” europei come Alberto Burri, Emilio Vedova, Jean Dubuffet, Lucio Fontana, agli americani Pollock, Marc Rothko, Wilhelm de Kooning, Alexander Calder, Roy Lichtenstein, Cy Twombly.  Curata da Luca Massimo Barbero, la mostra nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Palazzo Strozzi e la Fondazione Solomon R. Guggenheim di New York, e propone dipinti, sculture, incisioni e fotografie in prestito dai musei Guggenheim di New York e di Venezia e da altre prestigiose gallerie internazionali.

Una mostra-tributo alle figure dei grandi collezionisti americani Peggy e Solomon Guggenheim (nipote e zio), a distanza di 67 anni da quando Palazzo Strozzi, nei locali della Strozzina, ospitò la collezione di Peggy, che poi troverà a Venezia la sua definitiva collocazione, suscitando non poco scalpore e critiche perché esponeva opere non convenzionali e in forte rottura con il passato.

Sicuramente questa volta la mostra di Firenze sarà un successo, visto l’entusiasmo e l’attesa sui social e sul web prima ancora della sua inaugurazione. Sarà anche un modo per ricordare l’importanza di questa eccentrica e talentuosa mecenate, proprio in contemporanea con l’uscita in Italia del film-documentario di Lisa Immordino Vreeland, “Peggy Guggenheim: art addict”.

 

 

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