Fatti, numeri, commenti e scenari

Il Giubileo della Misericordia fortemente voluto da Papa Francesco si sta rivelando un flop come vanno sostenendo diversi osservatori interessati, a partire da quelli poco benevoli verso il Pontefice argentino? Oppure occorre anche considerare che si tratta di un evento organizzato in maniera nuova dalla Chiesa cattolica, che ha deciso di promuoverlo in maniera diffusa nei territori, lontano dalle grandi adunate romane di wojtlyana memoria? Il dibattito torna a galla in questi giorni, soprattutto se si considera il cocktail servito dai media nell’autunno scorso, quando tra l’annuncio dell’arrivo di 30 milioni di pellegrini, le polemiche sui cantieri in ritardo e le vicende dell’ex sindaco Ignazio Marino, si pronosticava da lì a pochi mesi una città paralizzata.

LE CIFRE FORNITE DA MONSIGNOR FISICHELLA

A mettere un punto fermo nella discussione ci ha pensato alcune settimane fa monsignor Rino Fisichella, il presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione cui Francesco ha affidato l’organizzazione del Giubileo. Il prelato ha snocciolato i numeri sui primi 100 giorni della manifestazione inaugurata l’8 dicembre scorso, parlando di quasi 3 milioni di pellegrini giunti a Roma solo nell’area di San Pietro. “Dall’8 dicembre all’11 marzo, solo nella zona di San Pietro abbiamo calcolato la presenza di 2 milioni e 802mila persone giunte a Roma per il Giubileo – ha detto monsignor Fisichella -. Questa è la cifra di cui abbiamo una certezza sicura ma non possiamo ancora quantificare le presenze che ci sono state nelle altre basiliche romane, Santa Maria Maggiore, San Paolo Fuori le Mura, San Giovanni in Laterano e al Santuario del Divino Amore, che sono escluse dal calcolo”.
In quella stessa conferenza stampa del 14 marzo, il prefetto di Roma Franco Gabrielli ha aggiunto che il bilancio in termini di presenze “è abbastanza positivo: sono moderatamente soddisfatto, perché di giorni ne mancano 250 e non ci può essere un bilancio conclusivo quando siamo a meno di un terzo di strada. Ma per ora è andata come speravamo”. Gabrielli ha poi ricordato come “ora andiamo verso il periodo con il più alto numero di presenze” e che “dobbiamo continuare a essere attenti e attivi sugli aspetti organizzativi: qualcuno aveva visto nel Giubileo quasi un problema per la città, si era addirittura chiesto di rinviarlo, si parlava di flop nelle presenze e si facevano previsioni catastrofiche, ma noi abbiamo sempre sostenuto che era una grande opportunità per Roma”.

LA POSIZIONE DELL’OPERA ROMANA PELLEGRINAGGI

La previsione sull’arrivo di 30 milioni di fedeli trapelata anche da ambienti vicini al Vaticano nei mesi precedenti l’inaugurazione era apparsa sin da subito un po’ azzardata. Così c’è chi cerca di aggiustare il tiro, come dalle parti dell’Opera Romana Pellegrinaggi, direttamente impegnata nell’organizzazione dell’evento. Il vicepresidente monsignor Liberio Andreatta ieri alla presentazione dell’iniziativa “Le vie del Giubileo” ha messo le mani avanti per rispondere a chi paventa scenari da flop di presenze: “Era previsto che l’affluenza dei pellegrini non fosse così grande per questo Giubileo perché è un Anno Santo che, contrariamente agli altri, è vissuto nelle diocesi e nelle chiese locali – ha puntualizzato -. Tuttavia, posso dire che sulla base dei dati del nostro osservatorio, dopo Pasqua comincia una grande affluenza di persone che dopo aver vissuto il Giubileo sul territorio arrivano a Roma”.
Il prelato ha poi sottolineato come “i drammatici fatti di terrorismo possono in qualche modo rallentare l’arrivo dei pellegrini”, anche se – ha aggiunto – “a me dà fiducia il fatto che nel momento delle difficoltà e della tragedia più grande sia stata colta l’importanza di essere uniti. La parola pace è anche un prezzo che si paga nella vita quotidiana”.

L’INIZIATIVA “LE VIE DEL GIUBILEO

Per coniugare il Giubileo con un pacchetto turistico legato agli itinerari culturali della Capitale, è stato presentato ieri il progetto “Le vie del Giubileo: venti percorsi culturali a Roma per venti secoli di storia, arte e religioni” che prevede 330 tappe lungo vendi grandi percorsi culturali che rappresentano una modalità differente di vivere la città e scoprirne scorci e monumenti più belli. L’iniziativa è promossa dal Ministero dei Beni culturali (ed è stata presentata direttamente dal titolare del dicastero Dario Franceschini), in collaborazione con il Fondo Edifici di Culto del Ministero dell’Interno, Roma Capitale, Pontificio Consiglio della Cultura, Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione, Opera Romana Pellegrinaggi, Comunità Ebraica di Roma, Comunità Religiosa Islamica Italiana.
E’ stato anche attivato un portale mobile responsive in italiano e in inglese, e saranno distribuite 100mila cartine nei punti di informazione della città con 20 roll up esposti nei principali luoghi interessati. I venti percorsi proposti attraversano tutte le bellezze di Roma: si va da “I patroni di Roma. Storie di Pietro e Paolo” a “I due Michelangeli. Buonarroti e Caravaggio”, da “Lo zoo delle meraviglie. Gli animali di pietra” al percorso “Mille religioni a Roma. Dal mondo antico a oggi”. A ogni singola tappa di ciascun itinerario è dedicata una scheda di approfondimento con le informazioni utili, una sintetica descrizione storica e una foto rappresentativa. Un’apposita sezione è dedicata a come raggiungere la tappa selezionata tramite una mappa interattiva che visualizza la posizione del monumento scelto.

Condividi tramite