Dopo gli attentati di Parigi e Bruxelles, e la propaganda mediatica di odio e violenza dello Stato Islamico, le aggressioni contro i musulmani, in Europa, sono in aumento.
Una ricerca condotta nel 2014 dal Pew Research Center indica che in Italia il 63% della popolazione ha un’opinione negativa sui musulmani. Una cifra che posiziona il nostro Paese in testa alla classifica: in Grecia la percentuale è del 53%, in Polonia del 50%, in Germania del 33%, in Francia del 27% e nel Regno Unito del 26%. I dati sono stati rilevati prima degli ultimi attentati.

ATTACCHI CONTRO LE DONNE MUSULMANE

Per il Muslim Council of Britain negli ultimi dieci anni la popolazione musulmana nel Regno Unito è passata da 1,5 milioni a 2,7 milioni. Tell MAMA Helpline, un’organizzazione britannica che cerca di combattere l’islamofobia, sostiene che dal giorno delle stragi di Parigi gli attacchi contro le donne che portano lo hijab sono aumentati del 300%. Più in generale, a Londra, nel 2015, le aggressioni contro gli islamici hanno registrato un aumento del 70%, secondo i dati ufficiali della polizia.

LA STORIA

Per aiutare le donne islamiche a difendersi da queste minacce, Ruqsana Begum ha fondato una scuola di difesa personale al Center Osmani di Whitechapel, Londra. Begum, 31 anni, è campionessa internazionale di kickboxing e capitana della squadra di muay-thai del Regno Unito. “Quando ero all’università dovevo allenarmi in segreto. Ho dovuto combattere contro molti stereotipi e limitazioni culturali per raggiungere il mio obiettivo: diventare una campionessa nazionale”, ha detto Begum in un’intervista al sito Dazed. Nata nel Regno Unito, ma da famiglia originaria del Bangladesh, Begum è la prima, e al momento l’unica, campionessa mondiale di muay thai  – versione tailandese della box – che professa la religione musulmana.

PRATICARE SPORT CON LO HIJAB

Begum ha creato anche una linea di abbigliamento, hijab incluso, così che le donne musulmane che si cimentano nella disciplina possano farlo in tutta comodità. “Mi è venuta l’idea durante i Giochi olimpiciha spiegato al sito Islam Information Center -. Mi ha colpito la storia di un’atleta americana che ha detto che non poteva competere indossando lo hijab per motivi di salute e di sicurezza. Suo padre ne ha cucito uno per farla combattere. Così ho pensato che potevo farne uno per le donne normali che vogliono cominciare con questo sport”.

La campionessa, che non indossa né velo né hijab, ha detto: “Il problema dello hijab è che spesso il modo in cui viene annodato potrebbe essere pericoloso, se indossato durante i combattimenti, perché è solito essere fissato con delle spille. Il mio prodotto è fatto con materiale traspirante ed elasticizzato e copre interamente i capelli. Il progetto creativo di Begum ha già suscitato molto interesse nel mercato britannico.

Una delle ragazze che assiste ai corsi di Begum ha spiegato a Dazed: “Frequentavo la palestra, ma non mi piaceva come le persone mi guardavano il velo. In momenti così, è meglio sentirsi sicura che preoccupata. Queste lezioni di box mi hanno permesso esercitarmi allo stesso tempo che imparo a dare pugni”.

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