Che cosa si è detto nell'udienza di ieri del processo sulla divulgazione di documenti riservati del Vaticano (Vatileaks 2) presso il tribunale dello Stato pontificio

Si è tenuta ieri, martedì 15 marzo alle ore 10.30, la nuova udienza del processo in corso in Vaticano per la divulgazione di notizie e documenti riservati. Lo rende noto il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi. Come lunedì (qui tutti i dettagli sulla prima udienza), erano presenti, oltre al Collegio giudicante (Giuseppe Dalla Torre, Piero Antonio Bonnet, Paolo Papanti-Pellettier e Venerando Marano) e al Promotore di Giustizia (Gian Piero Milano e Roberto Zannotti), gli imputati Lucio Ángel Vallejo Balda, Francesca Immacolata Chaouqui, Nicola Maio ed Emiliano Fittipaldi con i rispettivi avvocati; era assente, come già annunciato, l’imputato Gianluigi Nuzzi, mentre era presente il suo avvocato difensore Roberto Palombi.

GLI INTERROGATORI DI BALDA E FITTIPALDI

Nel corso della parte mattutina dell`udienza è proseguito per circa tre ore l`interrogatorio dell`imputato mons. Vallejo Balda da parte degli avvocati difensori degli altri imputati, dopodiché è stato letto e approvato il verbale relativo agli interrogatori di ieri pomeriggio e di questa mattina. Alle 13.30 circa l’udienza è stata interrotta per un`ora e mezza. È quindi ripresa alle 15 con l’interrogatorio dell’imputato Emiliano Fittipaldi, da parte del Promotore di Giustizia e di tutti gli avvocati. Al termine è stato letto e approvato il verbale di tale interrogatorio. L’udienza è terminata poco dopo le 16.30.

NESSUNA MINACCIA DA FITTIPALDI E NUZZI PER BALDA

Nel corso dell’udienza di ieri, Mons. Lucio Angel Vallejo Balda ha ammesso di non aver ricevuto “minacce dirette o concrete” dai giornalisti Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi. Vallejo Balda, che ha già risposto nell’udienza di lunedì pomeriggio, la prima dopo una pausa di tre mesi per le perizie tecnologiche, è stato interrogato oggi dagli avvocati dei suoi co-imputati. L’avvocato di Emiliano Fittipaldi, Lucia Teresa Musso, ha chiesto se il monsignore si sentisse minacciato dal giornalista per ottenere documenti e informazioni, e Vallejo, che ha voluto distinguere la posizione dei due cronisti, ha detto di aver capito che Fittipaldi aveva un rapporto molto meno stretto con Francesca Chaouqui di quello di Nuzzi, ha ribadito di essersi trovato in uno stato di “ansia” nel quale “ho interpretato le parole che mi sono state rivolte fino ad arrivare ad avere paura”, “come se egli sapesse chissà quante cose su di me e mi volesse ricattare” ma di non aver ricevuto in fin dei conti “minacce dirette e concrete” e di avere percepito anche domande – ad esempio: “Hai il bilancio?” – come “forme di pressione”.
All’avvocato di Nuzzi, Roberto Palombi, che gli ha domandato se avesse subito pressioni “al di là del suo conflitto interiore e del suo problema psicologico”, Vallejo ha risposto che sospettava Nuzzi per il suo rapporto con Francesca Chaouqui e “ho potuto interpretare alcune richieste di informazioni di Nuzzi come minaccia perché era professionalmente molto vicino” alla donna, ma, alla domande se fosse più corretto attribuirgli la frase “sono stato minacciato” o “mi sono sentito minacciato”, ha risposto: “Io direi: mi sono sentito minacciato”.

IL RAPPORTO TRA CHAOUQUI, BISIGNANI E BERLUSCONI

Baldasi è soffermato, nelle risposte dell’avvocato di Francesca Chaouqui, Laura Sgrò, sul rapporto di quest’ultima con Luigi Bisignani e Silvio Berlusconi. Con entrambi, la donna aveva organizzato dei pranzi con Vallejo, accompagnato nel primo caso da suo collaboratore Luigi Maio e nel secondo da don Alfredo Abbondi. Con Bisignani, secondo Vallejo, l’intenzione di Chaouqui era “far credere a me e Nicola che lavorava per i servizi segreti”, nel secondo caso, “mostrare a me e don Alfredo la sua relazione estremamente familiare con la famiglia Berlusconi”. Il monsignore ha citato un paio di episodi – uno a casa della nobildonna Marisa Pinto – nel quale Choauqui pressava Vallejo a non prendere decisioni sulle finanze vaticane da solo ma consultandola.

PASSARE DOCUMENTI ALLA STAMPA PER ESSERE LIBERO

Vallejo ha detto che, alla fine della commissione Cosea (maggio 2014) egli aveva guidato un gruppo di persone, pur non istituzionalizzato, di cui facevano parte Maio, Chaouqui e il marito di questa Corrado Lanino, per raccogliere in un dossier informazioni “su internet” sulle finanze vaticane, poiché “mi erano giunte informazioni che mi preoccupavano”, dossier poi consegnato al Papa nonché al cardinale spagnolo Santos Abril, a capo della commissione di sorveglianza sullo Ior, “perché alcune informazioni lo interessavano”. Ma ha detto di non aver parlato a nessuno della sua intenzione di filtrare documenti alla stampa: “Consegnare questi documenti era per me il modo di pagare la mia libertà, un’idea che non mi era venuta prima di conoscere i due giornalisti. Maio, che è stato dimesso dalla commissione vaticana Cosea a dicembre 2014, ha visibilmente tirato un sospiro di sollievo.

COS’HA DETTO FITTIPALDI SU BISIGNANI

Nel corso del suo interrogatorio nel pomeriggio, il giornalista dell’Espresso ha ammesso di aver ricevuto una ventina di pagine da mons. Vallejo Balda, nonché due documenti, un bilancio “semipubblico” dello Ior e una lettera firmata dal cardinale Geroge Pell. Quanto a uno scambio di WhatsApp con Vallejo in merito a un “gruppo pericoloso” per il quale lavorava “la nostra amica”, Choauqui, nonché, parole dello stesso Fittipaldi, “anche Nuzzi”, Fittipaldi ha precisato che era stato un suo modo di “assecondare” la sua fonte giornalistica, Vallejo, ma di non avere idea di questo “fantomatico gruppo”, ma di avere dato per scontato che dietro queste affermazioni c’erano i rapporti tra Chaouqui e Nuzzi e quelli tra Chaouqui e Bisignani, di cui Vallejo gli aveva parlato a voce. “Che Gigi Bisignani sia un pregiudicato da cui tenersi alla larga”, ha voluto precisare, “lo sottoscrivo, io mi tengo alla larga”.

LE RICHIESTE DI CHAOUQUI

Sono già previste udienze venerdì, lunedì e martedì prossimi, ma l’avvocato di Francesca Chaouqui ha detto che la sua assistita dal 17 al 22 dovrà essere ricoverata per una operazione di cerchiaggio uterino e intende dunque presentare il certificato medico per domandare una sospensione del processo. Il presidente del tribunale Giuseppe Dalla Torre ha peraltro anticipato le date delle udienze già previste dopo Pasqua: 30 marzo mattina, 31 marzo mattina e pomeriggio, primo aprile mattina e pomeriggio, sabato due aprile mattina.

A fine dell’udienza Chaouqui è uscita dall’aula, per poi rientrarvi, per un malore legato alla gravidanza, e la sua avvocata ha chiesto al tribunale l’unica copia della cartella clinica in vista di un ricovero. La donna ha mostrato ai giornalisti presenti in aula, a inizio udienza, una copia della sua tesi di laurea alla Sapienza (anno 2005-2006), titolo “La prova nel giudizio abbreviato”, dedicata ai giudici anti-mafia Falcone e Borsellino, commentando, in merito ad una frase sulla mafia a lei attribuita ieri da Vallejo: “Accusare di mafia me che vengo dalla Calabria e l’accusa più grave che quel verme potesse farmi”. Chaouqui ha anche mostrato sue foto impegnata in situazioni di volontariato.

LE PROSSIME UDIENZE

Se sarà possibile, ulteriori udienze per l’interrogatorio degli imputati sono previste per venerdì 18 pomeriggio alle 15.30, lunedì 21 mattina alle 10.30 e martedì 22 pomeriggio alle 15.30. Mentre dopo Pasqua si prevede la possibilità di udienze il 30 marzo mattina alle 9.30, il 31 alle 9.30 continuando nel pomeriggio, il primo aprile alle 9.30 continuando nel pomeriggio, il 2 aprile alle 9.30. Per le prossime udienze si attende in ogni caso conferma da parte del Tribunale.

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