L'articolo di Rossana Miranda

“L’Organized Crime and Corruption Reporting Project (Occrp) americano può fare un buon lavoro, ma il fatto che il governo degli Stati Uniti sia dietro al finanziamento diretto di un attacco contro Putin con i Panama Papers colpisce gravemente la sua integrità”. Con questo tweet pungente WikiLeaks ha puntato il dito contro la più grande fuga di notizie nella storia della finanza, che coinvolge capi di Stato e leader mondiali, legati a società offshore e conti in paradisi fiscali.

L’ACCUSA DI WIKILEAKS

Secondo l’organizzazione guidata da Julian Assange, dietro la soffiata ci sono l’Occrp e l’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (Usaid), causa motivi politici. WikiLeaks sostiene che l’obiettivo principale dei Panama Papers sia attaccare la Russia e il presidente Vladimir Putin e che anche i fondi del miliardario George Soros abbia contribuito a finanziare l’attacco.

LA SMENTITA DI PANAMA PAPERS

Marina Walker, coordinatrice del progetto Panama Papers dell’International Consortium of Investigative Journalists (Icij) ha respinto le accuse. In un comunicato stampa diffuso oggi, ha detto che “l’Icij non riceve nessun tipo di finanziamento governativo, né dagli Stati Uniti né da nessun altro Paese al mondo. Non riceve neppure donazioni anonime né private, sono tutte pubbliche. L’Occrp è un alleato nel progetto, come tutti gli altri media, e farà le proprie dichiarazioni. Gli unici coordinatori del progetto sono l’Icij e il giornale tedesco Süddeutsche Zeitung”.

LA MISSIONE DELL’OCCRP

L’Occrp è un’organizzazione non a scopo di lucro che cerca di “fornire una migliore comprensione del crimine organizzato e di come la corruzione influisca sulla vita dei cittadini”, si legge sul sito ufficiale. L’organizzazione lavora in collaborazione con numeri centri di ricerca e mezzi di comunicazione indipendenti, dall’Europa dell’Est all’Asia Centrale. Il sito è disponibile in inglese e russo. Dalla sua fondazione, datata 2007, l’Occrp è stata premiata con numerosi riconoscimenti, tra cui il Global Network of Investigative Journalists.

IL FONDATORE

Uno dei principali fondatori si chiama Paul Radu (nella foto), giornalista di inchiesta specializzato nella lotta contro la corruzione e il crimine organizzato. Radu ha avuto numerosi riconoscimenti internazionali, soprattutto per le inchieste condotte sulla schiavitù sessuale e la tratta di persone in Romania, ed è l’anima del progetto contro la corruzione, Rise Project, per cui lavora una comunità di giornalisti, hackers e artisti romeni. Radu ha anche contribuito al progetto “Who are the Gatekeepers”, creato dal Journalism Development Network, insieme a Manuela Preoteasa.

SFRUTTAMENTO DELLE TECNOLOGIE

Nel rapporto annuale del 2013, l’Occrp dice di volere “sfruttare la tecnologia per migliorare la capacità di raccolta, analisi e presentazione di informazione”. “L’Occrp – spiega il testo – è consapevole che i giornalisti hanno bisogno di metodi di inchiesta che siano più economici, migliori e più veloci e di una leadership internazionale per la costruzione di strumenti innovativi in questo ambito”.

PROGETTO DI DATA BASE DIGITALE

Uno dei principali progetti dell’Occrp riguarda proprio la raccolta e la consultazione di numerosi file digitali. Si chiama Investigative Dashboard ed è una piattaforma web che cerca di facilitare la ricerca di chi fa indagini sul tema corruzione. Questo strumento, simile alla piattaforma che è stata utilizzata per fare luce sui Panama Papers, permette di consultare anche più di 300 basi locali.

CHI FINANZIA L’ICIJ

Non si sa ufficialmente da chi provengano le donazioni di cui beneficia l’Occrp; sono private e, perciò, potrebbero esser fatte da ciascun cittadino. Invece, in merito ai finanziamenti all’Icij, si legge sul sito web che tra i recenti donatori figurano la compagnia Open Society Foundations, di cui è presidente il magnate americano George Soros, e la Fondazione Ford di New York.

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