Ieri (04.04.2016) si è tenuta la Direzione Nazionale del PD, presso il Nazzareno.

Ci sarebbe moltissimo da dire nel merito dei vari interventi, ma vorrei soffermarmi solo nel fare alcune riflessioni, brevi, circa gli interventi dei leader delle minoranze interne al PD: Gianni Cuperlo di SinistraDem, Sergio Lo Giudice di ReteDemRoberto Speranza di Sinistra Riformista.

Link ai  video: Cuperlo, Lo Giudice, Speranza.

A più riprese avevo scritto qua su Formiche come altrove di un problema nel doppio ruolo di Segretario e Premier. Sono sempre stato in buona compagnia. Nell‘intervento che avevo fatto in Assemblea Nazionale, nei pochi minuti a disposizione, avrei voluto dire tante cose, mi sono limitato ad osservare che la relazione fatta era da Presidente del Consiglio e non da Segretario del Partito. Che era lecito, per carità, ma che era qualche cosa che non mi aspettavo: in una sede di partito, mi son detto, speravo di discutere del partito, di cosa non  va e di come farlo funzionare, tutti insieme. Questo problema è evidente da tempo, e oggi appare ancor più evidente e problematico.

Anche in questa Direzione Matteo Renzi è stato Presidente del Consiglio e poco Segretario: il primo ruolo ha fagocitato il secondo, sembrerebbe. E appare poco evidente, se si guardano ai soli numeri della Direzione Nazionale, che è per ovvi motivi ampiamente sbilanciata a favore del Premier-Segretario. Ma le tensioni e i malumori interni al PD sono ampi, radicati e vanno ben oltre le scaramucce, così alcuni definiscono le tensioni interne, tra i vari protagonisti politici del partito.

Quel che ha stupito positivamente, in questa Direzione, sono stati gli interventi dei già citati leader delle minoranze PD che sono stati forti, chiari ad alto tasso critico nei confronti dell’azione del Segretario-Presidente, ma soprattutto, del metodo scelto e fino ad ora perpetuato da Renzi. Le parole di Gianni Cuperlo sono quelle forse più dure, che fanno emergere tutto il malumore  per una situazione che si protrae da ormai due anni. E si sa, Cuperlo è persona dai modi raffinati e dai toni sempre pacati. Anche Speranza ha usato parole molto dirette, così come Lo Giudice, che ha fatto un intervento ad ampio raggio, toccando temi cruciali come la questione delle primarie, la questione della partecipazione e il ruolo delle strutture democratiche del partito.

Questi tre interventi segnano, secondo me, un momento importante all’interno della vita del Partito: c’è unità nella sinistra del PD. Un’unità che può diventare concretamente alternativa a questo attuale assetto di potere. Un’alternativa per il PD, come avevo avuto modo di scrivere tempo addietro. Questa sensazione trova conferma nella mozione presentata alla Direzione Nazionale e firmata da 25 membri (13 hanno votato contro la relazione del Segretario, stando al resoconto) tra cui Cuperlo, Speranza, Lo Giudice, Bersani, Emiliano, Epifani  solo per citarne alcuni.

Si tratta di un momento importante, che forse sfugge ai più. C’è una critica ragionata, seria, puntuale, come sempre a dire il vero, ma comune.

C’è quel tentativo concreto di stare insieme e di assumersi la responsabilità politica di contrapporre un metodo a un altro, uno stile a un altro, una sensibilità a un’altra. Si tratta dello sforzo atteso di una sinistra PD più compatta e consapevole.

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