Il taccuino USA 2016 di Gramaglia

Se fosse cittadino statunitense, Papa Francesco voterebbe Bernie Sanders? L’interrogativo è lecito, viste le posizioni economiche e sociali espresse dal senatore del Vermont (e dal pontefice). Sanders, del resto, ci gioca sopra, annunciando che la prossima settimana sarà “dal papa”: in realtà, per ora si sa solo che sarà in Vaticano, per partecipare a una conferenza –annuncia lui – “presieduta dal papa”.

Padre Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana, mette i puntini sulle i: Sanders “è stato invitato non dal papa, ma dalla Pontificia Accademia delle Scienze sociali, a un convegno commemorativo dell’enciclica ‘Centesimus Annus’”. E sono state invitate “anche altre personalità del mondo politico, sociale, economico. Al momento, non c’è nessuna previsione di un incontro con il papa”.

Che poi un incontro con il papa, e in particolare con Papa Francesco, sia un vantaggio elettorale, negli Stati Uniti, è tutto da vedere. A Donald Trump anzi giovò, in termini di sondaggi, polemizzare con il papa nei mesi scorsi, in particolare sull’immigrazione, quando Francesco celebrò una messa in Messico lungo il confine con gli Stati Uniti.

In un’intervista al Guardian, Sanders anticipa che, parlando al convegno, il 15 aprile, “predicherà” contro “l’idolatria del denaro e il pericolo della seduzione dei soldi per la nostra cultura”, richiamandosi proprio agli insegnamenti del papa. Il senatore, che si definisce un “ebreo laico”, si dice orgoglioso dell’invito in Vaticano e spera ovviamente di incontrare Francesco. Nell’intervista, Sanders osserva che il papa è stato chiaro nel collegare la questione morale all’economia globale, indicando che l’economia non può essere morale se c’è così tanta gente povera.

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