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Il ruolo del copyright nell’industria cinematografica

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Ogni anno, il 26 aprile, si celebra la Giornata Mondiale della Proprietà Intellettuale: un’utile occasione per approfondire la conoscenza e il ruolo che questi diritti svolgono anche nell’ambito della produzione creativa e culturale.

In occasione di queste celebrazioni, in tutto il mondo si tengono eventi e manifestazioni dedicate al tema. Lo scorso anno la Fapav ha promosso una masterclass alla quale hanno partecipato, per la prima volta in Italia, alcuni tra i più famosi compositori di colonne sonore del nostro Paese, riunitisi per un interessante e stimolante dibattito con studenti e appassionati di cinema.

Quest’anno, invece, la Federazione ha organizzato con successo una masterclass in collaborazione con Luiss Creative Business Center, per  approfondire il tema del cinema nell’era della creatività digitale con specifico riferimento al ruolo e all’importanza che il copyright svolge anche in relazione alla produzione audiovisiva nazionale e internazionale.

Numerosi gli ospiti intervenuti all’evento, che probabilmente verrà replicato in una nuova veste, in autunno, a Milano: dallo sceneggiatore di “Lo chiamavano Jeeg Robot” Nicola Guaglianone al regista Ivan Cotroneo, dall’attore Stefano Fresi alla produttrice del Premio Oscar “La grande Bellezza” Francesca Cima. E poi ancora Richard Borg, AD e DG Universal Pictures International Italy, l’autore e interprete della webserie “Esami – La Serie” Edoardo Ferrario e molti altri esperti di comunicazione, nuove tecnologie e audiovisivo.

I dati dell’industria cinematografica parlano chiaro: il comparto audiovisivo in Italia vale quasi 14 miliardi di euro e sono circa 170.000 i professionisti impiegati nel settore.

Per il Sottosegretario al MiBACT Dorina Bianchi, che ha inviato i suoi saluti in apertura dell’evento, “il Governo riconosce all’industria cinematografica il suo ruolo strategico come formidabile veicolo di formazione culturale e di promozione del paese all’estero”. È importante ricordare come gli sforzi compiuti dal Governo e dalle Istituzioni, soprattutto in merito al rafforzamento del tax credit, abbiano portato ad un incremento delle produzioni internazionali nel nostro Paese (da “Zoolander 2” al nuovo “Ben Hur”, “Wonder Woman” e “John Wick 2”). Ci sono pertanto ora i presupposti affinché Roma e l’Italia possano tornare a essere importanti poli mondiali per la produzione cinematografica anche internazionale.

Il cinema è finalmente tornato al centro delle politiche culturali e lo stesso ddl del ministro Franceschini è testimonianza dell’impegno e del rinnovato interesse del Governo nei confronti di questo comparto industriale.

In questo scenario, gioca un ruolo importante la battaglia per la tutela dei contenuti audiovisivi. L’illecita distribuzione dei contenuti sul web influisce in maniera determinante a livello economico nel ciclo completo di sfruttamento delle opere. Studi di settore rivelano come ogni giorno in Italia vi siano 1 milione e 235mila visioni di contenuti caricati sul web senza autorizzazione.
Sicuramente nel quadro generale vi sono molteplici aspetti da tenere in considerazione. Da un lato lo sviluppo tecnologico e un’offerta televisiva sempre più ricca hanno influito nel cambiamento di abitudini degli italiani, indirizzando lo spettatore a un consumo di tipo seriale e di alta qualità; d’altra parte, l’utilizzo sempre crescente dei social network ha tolto tempo, a sua volta, al consumo audiovisivo.

Il problema “pirateria” è frequentemente sottovalutato anche da un punto di vista culturale, come se spesso vi sia una ripetuta e fuorviante legittimazione nel vedere o scaricare un film non originale. La questione va pertanto affrontata con serietà anche sotto l’aspetto educativo, soprattutto nei luoghi primari deputati alla formazione, come scuole e università. Per questo motivo la Fapav ritiene centrale organizzare iniziative e progetti speciali dedicati a educare alla legalità, realizzando anche eventi dedicati agli studenti sul tema, per aprire con le nuove generazioni un dibattito sincero sul problema e per far comprendere la portata del lavoro produttivo e creativo che c’è dietro la realizzazione di un contenuto audiovisivo.

Infine, ed è un aspetto non marginale, lo stesso ampliamento dell’offerta legale digitale rappresenta uno dei modi più efficaci per contrastare la pirateria audiovisiva. L’avvento di una piattaforma dal semplice utilizzo e dal prezzo abbordabile come Netflix ha sicuramente fatto avvicinare molti consumatori alla fruizione online di contenuti audiovisivi svolgendo anche una importante azione di alfabetizzazione al contenuto digitale. In quest’epoca di grandi cambiamenti, l’industria audiovisiva sta venendo incontro alle esigenze dei consumatori, offrendo nuove e diverse modalità per fruire dei loro contenuti preferiti. Differenti modalità di fruizione dei contenuti possono e devono coesistere: l’importante è sempre che il tutto avvenga nel rispetto di quel copyright che garantisce la giusta remunerazione per il lavoro e gli investimenti necessari alla realizzazione di un prodotto di qualità.

Il copyright è il fondamento su cui si basa l’industria culturale e rappresenta il presupposto per la futura produzione artistica. Non costituisce, come alcuni ritengono, un freno allo sviluppo del mercato, ma ne è bensì il motore.

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