L'approfondimento di Ester Corvi

Nello scenario che i bookmaker considerano più probabile, cioè quello favorevole alla permanenza della Gran Bretagna nell’Unione Europea, i mercati finanziari potranno tirare finalmente un sospiro di sollievo per il venir meno di un fattore di rischio che ne aveva condizionato pesantemente la performance. Molto dipenderà da quanto sarà netta la vittoria, ma si tratta comunque di un’ipotesi che sarà accolta positivamente dalle borse europee.

Secondo gli analisti di Morgan Stanley, i listini che ne trarranno maggiore beneficio saranno quelli dei Paesi periferici, visto che sono stati i più penalizzati e ai prezzi attuali trattano a sconto rispetto alla media. In generale dai livelli recenti i benchmark europei (Msci Europe e Stooxx50) hanno un margine di aumento compreso fra il 5 e il 10%. Fra i settori che hanno il maggiore potenziale di rialzo in questa ipotesi ci sono il bancario, l’assicurativo, i gruppi finanziari diversificati, le telecomunicazioni, i media e la distribuzione. Meglio invece evitare il farmaceutico, i consumi fissi e i materiali di base, che sono stati privilegiati in passato.

Scendendo più in dettaglio, fra i titoli che gli esperti della banca d’affari Usa consigliano di sovrappesare (overweight) in portafoglio, e che hanno fatto peggio del mercato negli ultimi tre mesi, ci sono Merlin Properties, Caixabank, Bankia, Intesa Sanpaolo, Telecom Italia e Bbva. Hanno notevoli potenzialità grazie alle revisioni positive degli utili anche Mediaset Espana, Logista, Edp e Jeronimo Martins.

In un’ottica di trading, gli specialisti di Société Générale consigliamo un’esposizione long (rialzista) sull’indice Ftse 100, visto che il listino di Londra dovrebbe recuperare terreno, sulle banche europee, tramite lo Stoxx Europe 600 Banks, e sull’indice Euro Stoxx 50. Esposizione long (rialzista) anche sui titoli del cosidetto Brexit-basket, che hanno sofferto di più da gennaio. In questo gruppo rientrano Next, Royal Bank of Scotland, Itv, Barclays, Liberty Global, Hsbc, Great Portland Estates, Whitebread e Swiss Re. Esposizione short (ribassista) invece sul Brexit+ basket, che ha registrato una performance superiore a quella del mercato, e che comprende le azioni Weir Group, Accenture, Smiths Group, Imi, Pearson, Informa, Capgemini, Rolls-Royce e Relx.

Sul fronte valutario, a parere degli specialisti di Fxcm Italia, ci saranno situazioni di risk-on di breve periodo. “La sterlina potrebbe riportarsi sopra area 1,50 con il dollaro americano, venduto contro le maggiori divise (euro, sterlina e dollaro australiano), mentre lo yen potrebbe prendere il sopravvento a livello di vendite rispetto al dollaro americano”. “Nel caso invece dell’oro”, spiega Nevine Pollini, analista commodity di Union Bancaire Privée, “il rally si è verificato man mano che le preoccupazioni di un’eventuale Brexit hanno assunto un ruolo di primo piano. I recenti afflussi verso gli Etf sul metallo giallo hanno portato l’ammontare investito totale a 61,2 milioni di once, il livello più alto da novembre 2013. Ma, visti i sondaggi recenti a favore del Remain, l’oro sta accusando il colpo, poiché l’appetito per il rischio sta riprendendo piede. Nel breve periodo l’andamento del metallo prezioso dipenderà quindi dal risultato del referendum Uk”.

(Pubblicato su MF/Milano Finanza, quotidiano diretto da Pierluigi Magnaschi)

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