L'analisi di Enrico Martial

A pochi giorni dal vertice tripartito del 22 agosto tra Merkel, Hollande e Renzi sulla portaerei Garibaldi a Ventotene, si possono registrare i primi passi di preparazione del vertice a 27 (senza il Regno Unito) di Bratislava del prossimo 16 settembre. Oltre al messaggio rassicurante ed europeista, i tre leader avevano fatto intendere che i lavori erano ancora in corso, con il retroterra del Consiglio europeo del 28-29 giugno e i documenti relativi, ma con un consenso tutto da trovare.

MERKEL IN ASCOLTO E IN MODALITA’ DIPLOMATICA

Angela Merkel è partita per un tour di “ascolto”, dedicato ai Paesi membri dell’est e del nord: il 24 e 25  agosto a Tallin e Praga, il 26 a Varsavia con i quattro Paesi di Visegrad, Polonia, Repubblica ceca, Slovacchia e Ungheria, e poi nel castello barocco tedesco di Meseberg, in riunione quadripartita con i presidenti di Paesi Bassi, Svezia, Finlandia e Danimarca, a cui è seguita la cena con il cancelliere austriaco e i primi ministri di Slovenia, Bulgaria e Croazia.

Da parte dei Paesi di Visegrad vi è un rifiuto politico nell’accettare le quote obbligatorie dei rifugiati, collegata a una richiesta di chiusura dei flussi in arrivo, e quindi della politica di accoglienza attribuita alla cancelliera tedesca. E’ stata quindi paradossalmente facile la convergenza sulla maggiore integrazione europea in materia di sicurezza interna ed esterna, cioè per esempio nelle guardie per le frontiere terrestri e marittime. Il secondo punto ha riguardato la sicurezza esterna e la pressione russa: a Tallin, il 24 agosto, Angela Merkel ha espresso una posizione di matrice atlantica in difesa dei baltici, mentre a Varsavia è stata redarguita per la seconda pipeline Nord Stream 2, che rafforzerebbe la dipendenza dal gas russo. Con alcune varianti, anche negli altri incontri sia la pressione russa sia la pressione delle migrazioni ha favorito lo sviluppo delle politiche europee di sicurezza interna e di frontiera da portare a Bratislava.

Sullo sfondo resta la complicazione di questi tempi, tra personaggi di simpatie putiniane, riconoscimenti e freddezze sul ruolo dell’UE per lo sviluppo dei nuovi Stati membri, conflitti tra Commissione europea e Polonia sulle istituzioni indipendenti, problema Turchia.

LE PROPOSTE FRANCO-TEDESCHE DEI MINISTRI DEGLI INTERNI

A confermare il parallelo progresso politico, a Parigi il 23 agosto, i ministri degli interni Thomas de Maizière e Bernard Cazeneuve hanno presentato un’iniziativa del tandem franco-tedesco per Bratislava sui controlli alle frontiere, accesso ai dati criptati e contrasto alla propaganda terrorista.

La parte “internet” e lotta al ciberterrorismo prevede un più facile accesso ai dati su base giudiziaria, ma anche con il rafforzamento sia di Europol (es. del centro europeo antiterrorismo – ECTC e dell’Internal Referral Unit – IRU, che ha rimosso circa 11.000 fonti di propaganda alla radicalizzazione), sia della cooperazione UE, nel comitato preparatorio apposito, il COSI e in una prossima normativa europea. Sono progressi senza modifica dei Trattati, già operativi e tecnici, in sintonia politica con il tour di Angela Merkel a nord e a est e con il documento franco-tedesco di giugno, “A strong Europe in a world of uncertainties”. Inoltre, è sottinteso, il contrasto al ciberterrorismo torna utile contro qualunque minaccia, anche russa.

La parte “frontiere” del messaggio franco-tedesco invita all’applicazione rapida del PNR (il numero identificativo dei passeggeri aerei) in tutti i Paesi membri senza i tempi del recepimento della direttiva di aprile, l’estensione a tutti del progetto pilota franco-tedesco-finlandese di analisi automatica dei precedenti giudiziari degli individui (ADEP), l’introduzione di un sistema di accesso al territorio europeo sul sistema americano ESTA – in Europa denominato ETIAS. E poi, Francia e Germania mettono a disposizione della nascente Agenzia europea delle guardie di frontiera e dei guardiacoste 395 unità, e auspicano che la prima esercitazione di crisi/pronto intervento avvenga entro la fine dell’anno.

Per quanto noiosa e tecnica, la proposta franco-tedesca in materia di sicurezza interna offre le gambe alla prima piattaforma di discussione per Bratislava.  Persino il Regno Unito è indirettamente coinvolto:  sebbene già in opt out su questa materia, dal 2 agosto vede alla sicurezza interna – per le sole “misure concrete” –  un Commissario europeo di nazionalità britannica, Sir Julian King.

LA PARTITA DELLA CRESCITA ECONOMICA E DELLA STABILITA’

Anche Hollande si è dato da fare: sta organizzando un incontro degli Stati membri del sud in Grecia, dopo aver visto a Parigi il primo ministro greco Alexis Tsipras, che ospiterà l’incontro ad Atene. Ha svolto un esercizio di persuasione il 25 agosto al castello di Celle Saint Cloud con i dirigenti socialdemocratici europei, su tutti i temi di Bratislava, dall’economia alla sicurezza. C’era anche il primo ministro slovacco Robert Fico, che la sera stessa è peraltro volato a Mosca a cena con Putin, in chiave piuttosto anti-occidentale.

Il tema d’interesse etichettabile come “meridionale / socialdemocratico” – più difficile di quello migrazioni/sicurezza – riguarda la convergenza economica e la crisi finanziaria, e si terrà ad Atene probabilmente lo stesso giorno dell’Eurogruppo, il 9 settembre. Al momento, la linea resta quella tracciata dall’Eurogruppo dell’11 luglio, sul rafforzamento degli investimenti, sia nazionali (con le riforme delle amministrazioni nazionali, tipo Madia) che europei (con la riforma del piano Juncker, ma sembra con gli stessi soldi), pare senza modifiche delle regole di stabilità. E’ un corridoio stretto, nella speranza di prossime proposte tecniche e di facilitazione del consenso.

IL 2 SETTEMBRE, LA PRIMA VALUTAZIONE A EVIAN

Il 23 agosto, a Parigi, François Hollande ha anche visto il primo ministro lussemburghese Xavier Bettel, con cui è stata fatta una sintesi: più controlli alle frontiere e all’interno, maggiore capacità di difesa esterna, più investimenti sul piano Juncker e anche più formazione e scambi europei per i giovani, secondo la proposta del presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi.

In questo turbinio d’incontri e proposte, Angela Merkel e François Hollande si ritroveranno per fare il punto a Evian, sul lago Lemano, il 2 settembre, all’annuale forum franco-tedesco degli imprenditori. Sarà dunque prima dell’incontro di Atene e nel formato del tandem franco-tedesco, dopo il primo slancio tripartito di Ventotene sulla Garibaldi. Sarà una valutazione sul consenso in formazione, e sul pacchetto di cose possibili da approvare a Bratislava.

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