Quando si sceglie la compagnia energetica con la quale stipulare il contratto per casa propria, non si può non tener conto delle differenze tra mercato libero e servizio di maggior tutela così come delle nuove normative che il Governo o l’Aeegsi (l’Autorità per l’Energia Elettrica, il Gas e il Sistema Idrico) introducono periodicamente. Infatti, il servizio di maggior tutela sarà abolito con il 2018 e nuove regole sono intervenute sulla trasparenza delle bollette. Per non parlare della rivoluzione che comporta l’inserimento del canone Rai 2016 nella bolletta elettrica. Abbiamo chiesto agli esperti del comparatore online SuperMoney, sul quale puoi confrontare le principali offerte energetiche presenti sul mercato, di spiegarci nel dettaglio in cosa consistono queste novità.

Mercato libero vs servizio di maggior tutela

Dal 1° Luglio 2007 in Italia è avvenuta la liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica, a sostituzione del sistema di monopolio che fino a quel momento era gestito esclusivamente dall’Enel. Da allora molte aziende, sia private che pubbliche, sono nate per produrre energia in maniera autonoma o per distribuirla agli utenti. Queste aziende formano il cosiddetto mercato libero.

Nel mercato libero, quindi, esiste un regime di concorrenza che viene regolato dall’AEEGSI e che dovrebbe fornire al consumatore la possibilità di scegliere tra tante offerte diverse. Queste aziende, però, possono intervenire solo su una parte del prezzo: il costo dell’energia vero e proprio. Infatti, i prezzi di trasporto e distribuzione vengono stabiliti dall’AEEGSI e sono uguali per tutti, mentre il resto può essere “personalizzato” sull’utente finale sulla base del contratto e dei servizi che sceglie.

Se non hai scelto il mercato libero o sei temporaneamente senza fornitore di energia elettrica, fai parte del cosiddetto servizio di maggior tutela, in cui i prezzi vengono regolati in toto dall’AEEGSI, che aggiorna trimestralmente le condizioni economiche tenendo conto delle quotazioni delle materie prime. Salvo ulteriori proroghe, l’abolizione del servizio di maggior tutela per luce e gas è prevista per il 2018. Questa novità interesserà circa il 75% dei consumatori privati e il 60% delle imprese. Occorre, quindi, far sì che questo passaggio avvenga nel modo meno traumatico possibile, accompagnando i clienti verso il mercato libero con offerte più trasparenti.

Con il passaggio al libero mercato sarà decisiva la scelta dell’operatore che dovrà avvenire confrontando le migliori tariffe di energia elettrica per essere sicuri di scegliere quella più vantaggiosa per i propri scopi e le proprie abitudini.

Le nuove bollette della luce

Sempre nell’ottica della trasparenza verso il consumatore, l’AEEGSI ha introdotto alcune novità nelle tariffe, con una delibera del 2 dicembre 2015. Con il 2016, infatti, 30 milioni di utenti hanno cominciato a ricevere una nuova tipologia di bolletta che dovrebbe rendere il costo dei servizi più trasparente ed equo. La riforma si basa su due pilastri:

  • l’abolizione della progressività, un meccanismo che fa pagare di più il singolo kWh a chi consuma di più e viceversa;
  • i costi di rete, che costituiscono il 40% della bolletta, verranno spostati sulla parte fissa, cioè verranno pagati per punto di prelievo e per potenza impegnata, anziché per kWh consumato.

Secondo l’AEEGSI questi cambiamenti porterebbero a una bolletta più equa per tutti, con costi che varieranno secondo l’utilizzo del singolo consumatore, favorendo le famiglie numerose. Secondo le associazioni dei consumatori e quelle ambientaliste, invece, produrrà solo rincari dei prezzi e un aumento dei consumi che non fanno sicuramente bene all’ambiente.

Canone Rai in bolletta elettrica

Un’ulteriore novità riguarda il Canone Rai che, come ormai tutti sanno, da Luglio di quest’anno è stato inserito in bolletta. L’importo, 100€ all’anno, non va più da pagato in toto tramite bollettino postale, ma è stato diluito nei mesi all’interno della bolletta dell’energia elettrica. Si può essere considerati esenti dal pagamento solamente se non si possiede un televisore o se si ha più di 75 anni e un reddito familiare inferiore agli 8.000€ all’anno.

Questa novità è stata inserita per facilitare la lotta all’evasione del canone, che ogni anno portava via dalle casse dello stato circa 450 milioni di euro. Con l’inserimento nella bolletta diventa più difficile evitare di pagarlo e più facile individuare chi ha intenzione di evadere, con un conseguente aumento dei soldi nelle casse dello stato.

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