La distinzione tra destra e sinistra è roba vecchia, superata? In attesa di sapere se il morto è veramente morto, una certezza l’abbiamo. Il mondo si divide in due nuove categorie, perfettamente trasversali a destra e sinistra: gli spaventati e i globalisti.

Una rappresentazione un po’ sbrigativa vuole gli spaventati come persone di bassa scolarizzazione, nostalgiche del piccolo mondo antico, fatto di piccole cose, dove si parla il dialetto al posto dell’inglese.

I globalisti sarebbero invece una sorta di happy few, tendenzialmente radical chic, che hanno avuto successo nella vita magari sulla pelle degli spaventati.

Si tratta di una rappresentazione molto in voga e alla cui iconografia si abbeverano entrambe le parti, rinfacciandosela a vicenda. Ma chi sono davvero gli spaventati e i globalisti, al di la della cortina fumogena della bassa polemica?

Gli spaventati sono impauriti prima di tutto dalla globalizzazione e dall’apertura al mondo. Sono conservatori nell’animo, esistono tanto a destra quanto a sinistra e si assomigliano.

Attenzione, spesso si tratta anche di professionisti qualificati che per colpa della globalizzazione hanno visto ridursi il loro mercato di riferimento o addirittura perdere il posto di lavoro, consumatori il cui potere d’acquisto si è ridotto e cittadini che hanno visto l’UE totalmente incapace di gestire il fenomeno migratorio che preme sulle nostre coste.

Si tratta però anche di dipendenti pubblici che negli anni, pur avendo il posto di lavoro garantito, hanno perduto parte delle tutele delle quali questa categoria tradizionalmente godeva. Sono tutti pazzi? No, hanno alcune ragioni che andrebbero meglio ascoltate.

I globalisti sono invece coloro i quali hanno tratto vantaggio dalla globalizzazione. Imprenditori e titolari di società che hanno saputo espandersi all’estero, manager di multinazionali, ricercatori che senza bisogno di permesso di soggiorno hanno potuto trasferirsi in altri Paesi UE e intraprendere brillanti carriere accademiche, per citare alcuni esempi.

Sono dei privilegiati? No, hanno lavorato sodo, premiato il merito e colto occasioni che altri non hanno saputo o voluto vedere per pigrizia mentale.

Ecco che la nuova divisione, il nuovo cleavage, oggi è questo: spaventati e globalisti, i nuovi apocalittici e integrati della globalizzazione.

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