Il taccuino USA 2016 di Gramaglia

Il primo dibattito in diretta televisiva tra i candidati alla Casa Bianca democratico e repubblicano fa fare un balzo a Hillary Clinton che, secondo il sondaggio Politico/Morning Consult, è ora avanti di tre punti su Donald Trump (41 per cento a 38 per cento), mentre prima del faccia a faccia in tv era sotto di uno. Gary Johnson, il libertario, è all’8 per cento, Jill Stein, la verde, al 4 per cento.

Il 49 per cento degli intervistati assegna la vittoria nel dibattito a Hillary, solo il 26 per cento a Donald. L’audience, inizialmente stimata intorno ai cento milioni di telespettatori, è stata calcolata in 84 milioni: battuto, comunque, il record dei faccia a faccia che risaliva al 1980 (Ronald Reagan e Jimmy Carter).

Un altro indice che la Clinton nel confronto è stata migliore di Trump è l’impennata sui mercati del peso messicano: il magnate ha infatti affermato che, se sarà eletto, rinegozierà il Nafta, l’accordo di libero scambio degli Usa con Messico e Canada, alzerà il muro lungo la frontiera tra Usa e Messico e espellerà gli immigrati senza documenti in regola, stimati a 11 milioni e in larga parte messicani. Per l’economia messicana, è un sollievo che la vittoria dello showman appaia meno probabile.

Non s’arresta, intanto, l’emorragia di repubblicani moderati che nn solo non appoggiano Trump, ma fanno sapere che voteranno Hillary: l’ultimo di cui si ha notizia è John Warner, uno dei mariti di Elizabeth Taylor, che è stato senatore della Virginia per trent’anni e presidente della commissione per i Servizi Armati. Fra quanti si sono sfilati negli ultimi giorni, ci sono pure un diplomatico d’alto profilo, John Negroponte, e l’ex consigliere per la sicurezza nazionale Brent Scowcroft.

LA SALUTE DI HILLARY NON CONVINCE

Sul fronte della salute, invece, Hillary Clinton non convince gli americani: secondo un rilevamento Ap/GfK, la gente dà più credito alle illazioni di Trump che ai certificati medici prodotti dall’ex first lady. Così, solo il 36 per cento degli intervistati ritiene la salute dell’ex first lady adeguata all’onere della presidenza, mentre il 51 per cento lo pensa per il magnate.

I dubbi su Hillary sono maggiori fra gli uomini. L’incertezza è alimentata dalle voci che, secondo alcuni media americani, nessuno dei due candidati avrebbe reso pubbliche le proprie cartelle cliniche complete, ma solo sintesi fatte dai medici personali. Qualche informazione delicata potrebbe, quindi, essere stata omessa.

(post tratto dal blog di Giampiero Gramaglia)

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