Un Conte veronese e l’action painting a Roma

Un Conte veronese e l’action painting a Roma

Tutti i perché di uno strano incontro tra l’arte contemporanea, un conte veronese popartist, il Rinascimento della Biblioteca Angelica e l’action painting americana in una mostra a Roma da domani .

Un Conte discendente da un’antica famiglia veronese espone a Roma la sua personale di arte contemporanea… Arvedi ci aiuti a capire, come è arrivato dal Rinascimento all’action painting? Io ho avuto una vita molto fortunata perché la mia è una antica famiglia veronese ( le prime tracce a Verona sono del 1695 ) e siamo proprietari di quella che viene considerata una delle più belle ville del veronese ( www.villarvedi.it) perciò la mia vita è stata circondata dal bello dall’ arte e dal buon gusto .

Di cosa si occupava suo padre? Mio padre era un collezionista antiquario e amava raccontarmi dei suoi acquisti e illustrandomi i quadri che avevamo a casa. Il Bassano, con i suoi cagnetti Cavalier King sempre presenti nei suoi quadri, in sala da pranzo, o il Turchi con il suo imponente cavallo bianco della gigantesca pala dell’adorazione dei Magi nella sala dell’archivio o il Dorigny con il suo immenso salone dei Titani, sono autori che ho vissuto quotidianamente perché mi guardavano dalle pareti mentre io giocavo e crescevo e diventavo adulto…

Immagino che il tutto abbia influito nella sua arte… Tutto ciò ha certamente influito sul mio gusto, sul mio essere e sulla mia personale percezione della realtà. Non ho imparato da loro ma certamente ho assorbito da loro, e non solo da loro .

Che tipo di bambino era? Ho sempre letto molto, dai romanzi di Verne al nostro Salgari da i libri di Thor Heyerdal e le sue avventure di archeologo sperimentale con il Kon-Tiki e con il Ra II, alle letture su antiche ed esotiche civiltà come i Maya Atzechi Toltechi e ai classici Greci Romani Egiziani e Babilonesi.

Quindi è un appassionato delle antiche civiltà?
Tutti questi mondi di colori tradizioni, usanze, stili, tutte quelle foto e disegni, di statue monumentali, coltelli di ossidiana, o monili d’ oro tutto si è sedimentato come strati geologici nella mia anima di artista .

Ecco, arriviamo alla sua arte, qui tutto ciò si fonde e si amalgama, fino a diventare lava creativa. Quindi definiamo la sua creatività esplosiva? Quando il vulcano dentro me erutta creando i miei quadri, o quando un terremoto creativo mescola strati molto distanti fra loro sì, la definirei così….

Vive ancora a Villa Arvedi? No vivo a Roma, ma quando torno a trovare mia madre a Villa Arvedi e guardo quei quadri e quegli affreschi, compagni di buona parte della mia vita, li guardo con occhi nuovi, pieni di ammirazione per ciò che sono, occhi che vivendo lì non potevano vedere ciò che vedo oggi, perché per loro era normale ciò che vedevano tutti i giorni senza cogliere la straordinarietà in tutto ciò.

Perché ha scelto di esporre in un luogo particolare come quello della Galleria della Biblioteca Angelica? Ricordo che quando varcai la porta della biblioteca per incontrare la Direttrice Dr.ssa Fiammetta Terlizzi ho avuto un deja vu e ho rivissuto la scoperta di antichi atlanti e libri nella vecchi libreria di casa, la scoperta di mondi nuovi, di cose strane e per me pazzesche, animali esotici e mappe celestiali, città in rovina, uno, dieci, mille mondi si aprivano alla mia giovane mente che volteggiava seduta davanti ad un libro.

Perché il titolo della mostra è Imago Mundi? Il nome Imago Mundi della mia nuova personale a Roma nasce su questi ricordi sensoriali d’infanzia. Qui ho portato quasi esclusivamente la mia tecnica ChromoLife. E’ una metafora della vita infatti io posso scegliere i colori e la quantità, posso aggiungere polveri o granaglie di vetro, indurre ma non condurre il flusso del colore, perchè poi è la gravità e il destino a fare i resto.

Anche qui ci saranno i suoi pesciolini? E’ la sua cifra creativa da artista, giusto? Certo! Quello è un legame indissolubile! I miei pesciolini ( IcUPe Icona umanità pesce) sempre presenti nei miei quadri rappresentano l’umanità e le sue caratteristiche.

Il Suo percorso artistico prende il via nel 1993, anno in cui nasce il sodalizio con l’artista americano John David Mooney: se non ci fosse stato questo incontro oggi la sua arte sarebbe uguale? Preferisco essere franco e sincero, l’incontro con John David Mooney a Chicago è stato un fortuito lampo nella notte, è solo grazie a lui e alla fiducia che lui ha riposto in me, chiedendomi di essere suo assistente in diversi progetti importanti a livello internazionale, che io oggi faccio l’artista. Senza di lui e la sua visione delle mie potenzialità artistiche oggi difficilmente sarei qui a rispondere alle sue domande… Perciò sì, è così: la miccia è stata accesa a Chicago!

La Mostra di Pittura Imago Mundi
del Conte Arvedo Arvedi

Inaugurerà giovedì 1 settembre 2016 dalle 17,00 alle 20,00 (solo su invito) e sarà aperta al pubblico dal 2 al 12 settembre, alla Galleria della Biblioteca Angelica – Piazza di S. Agostino, 8 a Roma.

ultima modifica: 2016-09-01T00:56:32+00:00 da Fabiola Cinque