Vittoria del sindaco di Castelfranco Veneto, Stefano Marcon, alle elezioni per la presidenza della “nuova” provincia di Treviso: 56,3 per cento sul collega Sindaco di Treviso, Giovanni Manildo, fermo al 43,61 per cento. Su 1269 amministratori ha votato l’84,86 per cento.

Elezioni indirette, ossia che hanno interessato gli amministratori in carica, sindaci e consiglieri comunali, atteso che con la sedicente riforma delle province, unico risultato raggiunto è stata la perdita del voto dei cittadini interessati.
“Hanno vinto i partiti”, ha sottolineato il sindaco di Treviso a giustificazione della sua sconfitta.
Certo, ha vinto la Lega con le liste civiche di centro destra alle quali hanno concorso anche gli amici popolari che fanno riferimento a Vittorio Zanini, indomito combattente “Dc non pentito”, contro il Golem del Pd, ormai ridotto a un partito senz’anima e senza cultura politica, dominato dal trasformismo renziano e sostenuto dai transfughi perdenti del centro destra, quelli che furono pronti a salire un tempo “sul carro del vincitore”.

Ora Treviso e la sua provincia è ritornata alla sua naturale vocazione di ex terra bianca ancorata ai valori di fondo della nostra migliore tradizione politico culturale.
Noi popolari veneti siamo lieti del risultato raggiunto e facciamo i nostri migliori auguri al neo Presidente, Marcon, mentre da “osservatori partecipanti”, seguiamo con interesse ciò che si sta sviluppando nell’area alternativa al socialismo trasformista renziano, da Parisi al trio del Nord: Zaia, Maroni, Toti.
Terreno di prova e di verifica sperimentale la prossima battaglia referendaria nella quale popolari veneti, Lega e tutti gli amici dell’area democratica, sono schierati a sostegno delle ragioni del NOo e a difesa della sovranità popolare.

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