Ha lavorato con i detenuti, in passato, per realizzare sculture di grandi dimensioni: un’esperienza che non si può dimenticare, quando grazie all’arte si riesce a far tornare a lavorare i carcerati. Valeria Catania, per questo, ha progettato “Spiritu…@…lmente”, una grande croce da eseguire con chi ha avuto un passato, o un presente, all’interno di un carcere. E donando a Papa Francesco un bozzetto in scala di questa croce, celebrare nel migliore dei modi il prossimo Giubileo dei detenuti, in programma il 6 novembre.
Catania ha ideato un’opera, che sarà alta tre metri, formata da “materiali di scarto, ovvero vecchie grate, ferri carcerari, pezzi di cancello, manette, con alla base tante pietre provenienti da penitenziari italiani”. Un lavoro non facile, pronto a incontrare ostacoli di ogni tipo, ma che l’artista vuole portare a termine per realizzare un progetto di reinserimento dei detenuti. Chi si trova in un carcere, ricorda Catania, ha “necessità di creare qualcosa in cui credere, e di farlo vedere al mondo. Una speranza, come la croce, per andare avanti e avere fiducia nel futuro e nel prossimo, può fare solo del bene a queste persone”.
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