La forza della Fimmg (federazione italiana dei medici di medicina generale, circa 40.000 iscritti) è sempre stata la compattezza interna, dicono i medici. Un monolite che ora sta registrando qualche scossa.

L’epoca di Mario Boni (capo indiscusso del sindacato) è stata seguita da quella di Mario Falconi, poi caduto per mano di Giacomo Milillo. Per trenta anni, la Fimmg è stata retta di fatto da Milillo, Oliveti e Mediati. Alberto Oliveti è andato ai vertici dell’Enpam, Milillo e Malek Mediati nei gangli vitali sia dell’Enpam che del sindacato dei medici di famiglia.

Improvvisamente, 10 giorni fa, l’annuncio di Milillo: “Mi dimetto da segretario Fimmg e da ogni funzione istituzionale”. Nei giorni scorsi, poi, Milillo ha inviato al presidente Fimmg (il cui ruolo è istituzionale, di garante dello statuto Fimmg) la revoca delle dimissioni, tuttavia, immediatamente respinta.

E così il congresso Fimmg si è aperto in un clima di incertezza. Cosa succederà a Milillo? Perché ha dato le dimissioni dalla Fimmg ma non da consigliere dell’Enpam? Cosa è successo in casa Enpam?

Intanto, girano spifferi. Si dice che tecnici del ministero del Lavoro e dell’Economia stiano vagliando l’attività della società Enpam dedicata agli aspetti assicurativi, creata nell’autunno 2015, e presieduta da Milillo, in particolare sugli aspetti finanziari.

Fra i medici si dice che Milillo non avrebbe accettato l’invito di Oliveti e di Mediati di farsi da parte, cosicché Oliveti sarebbe stato indotto a un’azione di forza su Milillo e a chiedergli conto della situazione economica.

Fimmg contro Fimmg, amicizie rotte. In sede congressuale si discuterà, forse, del caso Milillo. Forse, perché al momento pare che il tema non sia all’odg del Congresso.

La denuncia di Oliveti a Milillo – secondo la ricostruzione di Formiche.net – è stata avallata – in sede Enpam – da tutta la Fimmg, dai dentisti dell’Amdi e dal Sumai. Non è stata appoggiata, invece, dai rappresentanti – in sede Enpam – degli ospedalieri, tra cui Riccardo Cassi (Cimo), il rappresentante dell’Anaao, e quello dei pediatri. Tutti astenuti.

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