Il comitato norvegese ha assegnato il Premio Nobel per la Pace 2016 al presidente della Colombia, Juan Manuel Santos, nonostante abbia fallito nell’impresa di fare approvare l’accordo di pace. Santos era rimasto tra i favoriti, anche dopo il risultato del referendum della scorsa domenica. Qui l’intervista allo scrittore colombiano Santiago Gamboa sulle conseguenze della consultazione.

LA MOTIVAZIONE DEL PREMIO

Il comitato del Premio Nobel per la Pace ha spiegato che il premio è anche un “riconoscimento al popolo colombiano che, nonostante gli abusi subiti, non ha perso la speranza di raggiungere una pace giusta e ha contribuito a questo processo di pace”. Ma il trionfo del “no”, con più del 50% dei voti, ha bocciato il patto tra il governo di Santos e le Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (Farc), dopo quattro anni di negoziati.

LA BIOGRAFIA DI SANTOS

Santos è nato a Bogotà nel 1951. È giornalista ed economista. La passione politica è arrivata grazie al Partito Liberale Colombiano. È stato ministro del Commercio estero durante il governo di César Gaviria in uno dei periodi più bui della storia colombiana, quando regnava la violenza del narcotraffico a mano di Pablo Escobar.

LE CURIOSITÀ SUL PREMIATO

È membro della famiglia Santos, proprietaria del quotidiano El Tiempo. È stato ministro della Difesa durante il governo di Alvaro Uribe, quando l’offensiva militare ha colpito duramente il vertice delle Farc, ed è fondatore del Partito U. Da anni la stampa colombiana sottolinea la mano dura che ha avuto con i guerriglieri e l’intensificazione dei bombardamenti agli insediamenti della guerriglia. Le prime differenze con l’amico e collega Uribe sono arrivate proprio a causa dei negoziati per la pace con le Farc. Uribe è stato il primo promotore del “no”, mentre Santos ha spinto a favore del “sì”.

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