Vita, passioni e ambizioni del governatore in Andalusia

La crisi politica spagnola sta per far cadere la prima testa: Pedro Sánchez, segretario generale del Partito Socialista Operaio Spagnolo (Psoe). Il leader dei socialisti ha detto che non intende mollare, ma dopo le dimissioni di 17 membri della direzione del partito sarà difficile resistere. La scelta del gruppo di rinunciare è stata pensata proprio per costringere il segretario a rimettere il mandato.

IL “COLPO DI STATO” DELLA DIREZIONE

Secondo il quotidiano spagnolo El País, Sanchez vuole richiamare i membri dell’esecutivo che ancora lo appoggiano per convocare un congresso straordinario. I 17 membri che hanno presentato le dimissioni in blocco vogliono che si riunisca la Commissione Federale di Garanzia per analizzare la situazione. Questa commissione, composta da cinque membri, dovrebbe considerare dissolto la direzione del Psoe e chiedere conferma al Comitato federale.

LA SOLITUDINE DI SÀNCHEZ

Dopo la perdita di voti nelle elezioni del 26 giugno, e la ricerca fallita di un accordo per confermare un governo di consenso, la leadership di Sánchez si è notevolmente indebolita. Ma dietro alle divisioni all’interno del partito ci sarebbe una donna con ambizioni di guidare il partito.

Susana Díaz, segretaria generale dei socialisti andalusi, avrebbe guidato la rivolta contro la direzione centrale. Lei nega e si propone come l’elemento chiave per “ricucire” e “conciliare” le divisioni tra i membri del Psoe, in vista delle terze elezioni di dicembre. Ha difeso la celebrazione di elezioni primarie e di un congresso straordinario, ma sempre “nell’interesse della Spagna”. Crede che la priorità in questo momento sia dare un governo al Paese.

IL CUORE SOCIALISTA

Due anni fa Díaz era poco conosciuta. Ha cominciato ad essere un volto noto quando è arrivata alla federazione socialista di Siviglia, in sostituzione di José Antonio Griñán alla Giunta regionale. È la prima donna presidente regionale dell’Andalusia e probabilmente l’unica speranza del partito per guadagnare consenso nel prossimo appuntamento elettorale.

Nata a Siviglia nel 1974, è laureata in Diritto all’Università di Siviglia e ha un diploma in direzione di Istituti sociali. È la più grande di quattro sorelle. Secondo l’Huffington Post, si è pagata gli studi dando lezioni private e vendendo cosmetici porta a porta. I suoi primi passi in politica sono stati come delegata degli studenti all’università. La prima tessera è arrivata a 17 anni, quando militava in Gioventù Socialista. I suoi idoli politici sono Felipe González e Alfonso Guerra.

POLITICA E PASSIONI

Díaz pensa da tempo alla segretaria generale del Psoe, ma avrebbe deciso di desistere al momento: ha ricevuto diverse lettere in cui i cittadini le cheidevano di restare alla guida dell’Andalusia. Considera come il suo più grande fallimento politico l’avere sostenuto Carme Chacón nel congresso del 2012 contro Alfredo Pérez Rubalcaba. È proprietaria del 50% di due abitazioni a Sevilla e due macchine. Ha 13.353 euro in banca, secondo la dichiarazione dei redditi, e deve pagare un debito (al 50%) di 168.386,58 euro.

Quando era in viaggio a Rabat, il il re Mohammed VI di Marocco inviò un aereo a Díaz per portarla a Tétouan e potere parlaci di persona. Díaz è amante della poesia e la cultura andalusa, al punto che molto frequentemente veste l’abito tradizionale del flamenco.

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