se ho ben capito, la proposta di imporre per legge il congedo di paternità dovrebbe servire ad evitare che la nascita di un figlio venga vista come un onere per le sole donne lavoratrici. potendosi assentare sia il padre che la madre i datori di lavoro non avrebbero più motivo per preferire i primi alle seconde. sempre che io abbia ben compreso, non si può dunque che essere d’accordo sull’esigenza di assicurare pari condizioni di lavoro per uomini e donne, così come ha anche ragione emma bonino quando dichiara: «è eccessivo l’obbligo di congedo, bisogna stare attenti a non entrare troppo nelle scelte individuali dei cittadini, che come noi vogliono vivere liberi. penso che nelle relazioni di coppia si debba lasciare un margine di contrattualità interna, senza dirigismo». mi resta, però, il dubbio di non aver ben compreso. perché deve essere certamente un refuso di stampa che si parli di “contrattualità”  a proposito della decisione di una coppia di come prendersi cura del neonato. così come deve trattarsi certamente di una svista che l’obiettivo della proposta sul congedo paterno non sia il benessere del neonato ma la parità di trattamento tra uomo e donna. insomma, non ho capito se qualcuno si sia chiesto quale sia la persona di cui il bambino ha più bisogno nei primi giorni di vita.

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