Il passaggio generazionale nelle aziende di famiglia è sempre un tema critico. Non è affatto scontato che i figli siano i più adatti a prendere in mano le redini di una società creata dai nonni o dai bisnonni.  Il ritorno, sul ponte di comando di Luxottica, di Leonardo Del Vecchio, nel gennaio scorso, è stato emblematico. In Italia, le imprese familiari rappresentano una parte significativa della nostra economia, ma anche della nostra cultura. pinITALY di Telos A&S ha intervistato Nicola Fabbri, Amministratore delegato di Fabbri 1905, un’azienda che produce sciroppi e ingredienti per gelati da cinque generazioni.

Non aspettatevi il classico imprenditore in giacca e cravatta. Fabbri è un uomo dall’aspetto eccentrico, con i baffi a manubrio e il corpo istoriato da tatuaggi. Lo abbiamo incontrato un giorno al mare, mentre era in vacanza in Puglia con la sua famiglia. Ci ha raccontato degli ostacoli che figli e nipoti devono superare per arrivare a dirigere l’impresa familiare. Si parte dal basso per dimostrare a se stessi e ai vertici aziendali di avere la motivazione giusta. Oggi, l’azienda è arrivata alla quinta generazione ed esporta in tutto il mondo.

La storia di Fabbri 1905 comincia a Bologna da una donna, la bisnonna Rachele che raccoglieva ciliegie selvatiche nel suo giardino e nei campi e ne faceva conserve. Suo marito ebbe l’idea di farsi fare un vaso a Faenza che ricordasse lo stile Liberty che andava di moda a quel tempo. Il vaso veniva regalato ai proprietari dei bar che comparavano il prodotto. Un’idea di marketing ante litteram. Ma non è la sola. I proprietari dei bar e i gelatai venivano portati a fare un giro su automobili sportive, per attivare quella che oggi si chiama “fidelizzazione del cliente”. Poi è arrivato Carosello e, oggi, i social network che vengono usati come canale diretto per conoscere i gusti dei consumatori. “Io sono sempre stato una persona molto socievole e molto sociale. Fin dagli inizi della mia carriera in azienda ho prediletto il contatto con il pubblico. Quindi mi è sembrato naturale estendere in maniera esponenziale il numero delle persone con le quali potevo continuare ad avere questo rapporto diretto, che credo sia fondamentale per un’azienda” dice Nicola Fabbri.

Le storie degli imprenditori sono sempre interessanti, ed è importante per chi come me si occupa di lobbying e government affairs per conto di molte aziende, comprenderne le dinamiche. Ma la storia dell’imprenditore “social” con i baffi a manubrio lo è in modo particolare.

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