L'approfondimento di Rossana Miranda

Soltanto otto giorni fa, nell’ultima tappa della campagna elettorale, il nuovo presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto in un comizio che, in caso di vittoria, avrebbe convocato una sessione speciale del Congresso per superare la riforma sanitaria messa in atto dal presidente uscente, Barack Obama.

DOSSIER CHE ATTENDONO

Dopo il pranzo con il leader della Camera dei rappresentanti, Paul Ryan, e il presidente del Senato, Mitch McConnell, Trump ha dichiarato: “Faremo cose assolutamente spettacolari per gli americani […] Francamente, vogliamo cominciare con temi come l’assistenza sanitaria e l’immigrazione”.

LE PRIME DICHIARAZIONI DOPO L’ELEZIONE

Trump al Wall Street Journal, nella prima intervista post elezioni, ha annunciato che «vuole muoversi rapidamente» su una proposta di riforma del sistema sanitario. Dopo la lunga conversazione dell’altro ieri con Barack Obama, però, Trump dice di essersi reso conto che «alcune parti della riforma possono essere mantenute». In particolare dichiara di «apprezzare molto due punti». Primo: l’obbligo in capo alle assicurazioni di garantire protezione economica a tutti i pazienti, qualunque sia il loro stato di salute. Secondo: consentire ai genitori di estendere gli anni di copertura per i figli.

LA SANITÀ NEGLI USA

Intanto, milioni di americani temono di restare senza copertura. La Legge di assistenza sanitaria a prezzi accessibili è stata approvata nel 2010 e ha esteso l’assicurazione a 20 milioni di persone. Un rapporto dell’organizzazione Commonwealth Fund indica che dei 13 Paesi più sviluppati al mondo, gli Stati Uniti era quello con la spesa più alta per la Sanità (il 17 per cento del Pil nel 2009), ma allo stesso tempo quello con i peggiori risultati. Il piano ideato dai democratici, approvato dopo molte difficoltà, offre pacchetti di assistenza sanitaria finanziati attraverso le imposte.

LA LOTTA PIÙ DURA

Recentemente il programma è stato oggetto di numerose critiche per l’aumento dei costi per la spesa pubblica. Ad ottobre, il governo ha presentato un rapporto dove si prevede un incremento del 25% delle prime assicurazioni per l’anno prossimo. Il Washington Post ha pubblicato un’analisi della Kaiser Family Foundation nella quale si indica che il prezzo delle assicurazioni è aumentato del 145 per cento in alcune città. “Il presidente della Camera Paul D. Ryan (Wis.) ed altri repubblicani del Congresso hanno espresso una nuova determinazione per completare l’atto (di revoca). Ryan ha detto: ‘Ora abbiamo il presidente Trump, quando arriverà ci dirà cosa fare’. Ron Pollack, direttore del Kaiser Family Foundation, ha detto che ‘questa sarà la lotta più intensa che ricordo […] Non si dovrebbe mai sottovalutare il gioco che si presenta quando le persone rischiano di perdere qualcosa che realmente ha valore per loro”. 

Alcuni analisti che hanno appoggiato l’Obamacare credono che l’acquisto di questi pacchetti di assicurazioni sia più basso del previsto: 10,4 milioni di persone nel 2016, di fronte ai 22 milioni previsti dall’Ufficio di bilancio del Congresso nel 2014.

COSA SUCCEDERÀ 

Il sistema americano è famoso per i meccanismi di controllo ed equilibrio, che impediscono ai singoli membri del governo di decidere in maniera unilaterale. Quindi, con quanta facilità riuscirà Trump a “rottamare” l’Obamacare, prima del giorno dell’insediamento, il 20 gennaio 2017?

I repubblicani controllano tanto la Camera dei Rappresentanti quanto il Senato. Loro da sempre sono stati critici sulla legge di assistenza sanitaria. McConnell considera l’Obamacare la peggior legge dell’amministrazione Obama. Ma per sostituire o revocare l’Obamacare, Trump ha bisogno che il Congresso approvi una nuova legge.

COSA VUOLE TRUMP

“Non credo che ci sia qualcuno che vorrebbe approvare un disegno di legge che ha aiutato 20 milioni di persone grazie all’assicurazione sanitaria […] la domanda è cosa vorrà fare veramente”, ha detto al programma Money della Cnn, Michael Sparer, professore di Politica sanitaria e di gestione alla School of Public Health della Columbia University.

Volendo, Trump potrebbe fare alcuni passi da solo: per esempio, applicare quelle clausole dell’Obamacare che esigono che la maggioranza della popolazione abbia un’assicurazione, o rifiutarsi di approvare le riforme statali per i programmi Medicaid per le persone con basso reddito.

Comunque, qualsiasi riforma del programma di assistenza sanitaria dovrà prevedere un tempo per permettere l’iscrizione altrove e per dare la possibilità alle imprese assicurative di riformulare le nuove regole.

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