L'articolo di Niccolò Mazzarino

Fibrillazione al Parlamento europeo: ci si avvicina alla metà della legislatura e ciò significa anche rinnovo delle cariche e in particolare elezione del nuovo presidente. Il rinnovo delle cariche non riguarderà invece la Commissione europea, dove i Commissari e il suo presidente godono di un mandato di 5 anni, ma riguarderà, oltre al Parlamento europeo, anche la carica di Presidente della Unione europea (ricoperta dal polacco Donald Tusk, appartenente alla famiglia dei popolari europei).

Attualmente il Presidente dell’europarlamento è il socialista tedesco Martin Schulz che è riuscito a farsi rieleggere nel 2014, per un secondo mandato, sul più alto scranno del Parlamento. La rielezione di Schulz è avvenuta in un contesto particolare: i socialisti hanno accusato i popolari di avere già 2 su 3 delle più alte cariche istituzionali e cioè il Presidente della Commissione europea Juncker e il presidente della Ue Tusk. I maligni invece fanno notare che Schulz ha avuto un secondo mandato perché la Cancelliera Angela Merkel ha forzato la mano imponendolo come presidente per la seconda volta (nessuno nella storia della Istituzione dalla sua creazione ai giorni nostri aveva mai ricoperto la carica due volte) per tenerlo lontano dalla Germania.

Ma non è finita qui perché nei corridoi del Parlamento si vocifera che Schulz sia molto agguerrito e “farebbe carte false” pur di restare presidente per la terza volta. Le motivazioni per farsi rieleggere sono sempre le stesse: rivendicare una poltrona per i socialisti. Questa prospettiva però non piace molto agli eurodeputati popolari, che sono il gruppo di maggioranza in seno al PE e probabilmente sarebbero disposti a sacrificare Tusk cedendo la sua poltrona ai socialisti.

Chi vorrebbero i popolari al posto di Schulz? Al momento i nomi che circolano all’interno del Gruppo PPE sono 3: l’irlandese Mairead MC Guinness, il francese Alain Lamassoure, l’italiano Antonio Tajani. Per sapere chi sarà il candidato popolare si aspetterà fino al 13 dicembre, data in cui è prevista la votazione in seno al gruppo PPE.

In genere il presidente del PE è espressione di uno dei grandi gruppi della legislatura, infatti fino ad ora, tranne rare eccezioni, si sono sempre alternati ala Presidenza un popolare e un socialista. Nei corridoi di Bruxelles si vocifera che se il presidente non si chiamerà Schulz potrebbe comunque avere la nazionalità tedesca. Una parte dei burocrati sostiene infatti che la “longa manus” tedesca, che sta ormai completando la colonizzazione delle Istituzioni europee, potrebbe “tirare fuori dal cilindro” il nome tedesco che metterà d’accordo tutti, e c’è chi dice che questo cambio di candidato potrebbe addirittura avvenire in corsa.

In sostanza, una volta eletto il candidato del PPE potrebbe non avere i numeri necessari per l’elezione a presidente dell’europarlamento; in quel caso sarebbe necessario un candidato che mette d’accordo tutti e secondo i bene informati il candidato si potrebbe chiamare Manfred Weber (attualmente capo gruppo dei Popolari) che è giovane, vicino alla Merkel, ma soprattutto in possesso di una caratteristica fondamentale per contare in Europa: è di nazionalità tedesca. Questa però sarebbe l’ennesima sconfitta per l’Italia, che non esprime un Presidente del PE dal 1979.

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