L'articolo di Rossana Miranda

Nuovo appuntamento elettorale in Austria. Domenica 4 dicembre, il Paese potrà chiudere il processo elettorale delle presidenziali iniziato un anno fa. La scelta, per la seconda volta in questo secondo turno, è tra Norbert Hofer, candidato del Partito liberale di Austria (FPÖ), e Alexander Van der Bellen, antico leader dei Verdi. Secondo gli ultimi sondaggi, il favorito è Van Der Bellen (qui il ritratto di Formiche.net) con il 51 per cento dei voti, ma per molti mesi Hofer è stato in vantaggio di sei punti sull’avversario. Le elezioni presidenziali in Austria sono considerate un altro test sul livello di populismo diffusosi in Europa.

L’Austria avrà un presidente ultranazionalista?

ELEZIONI DA RIFARE

A maggio Van der Bellen ha vinto le elezioni con un vantaggio di 31.000 voti. In Austria ci sono 8,5 milioni di elettori. Il risultato è stato impugnato dal FPÖ sostenendo la presenza di irregolarità formali nel processo elettorale. Il Tribunale Costituzionale ha confermato le anomalie – non la manipolazione dei dati – e ha annunciato la ripetizione delle elezioni.

GLI ELETTORI DI HOFER

Secondo Paul Schmidt, ricercatore della Società Austriaca di Politica Europea, “che Van der Bellen sia dietro nei sondaggi potrebbe aiutare a mobilitare l’elettorato”. L’analista crede che in Austria ci sia “stanchezza” a causa della ripetute elezioni, ma l’aumento della partecipazione potrebbe aiutare al candidato progressista perché “gli elettori di Hofer tendono a votare di più. Li stimola essere contro il sistema e contro le emozioni”.

TRA BREXIT E DONALD TRUMP

Chi vincerà domenica in Austria? Il Financial Times ha pubblicato un articolo a firma di Ralph Atkins nel quale spiega che si tratta di una situazione senza precedenti: “Le imprese di sondaggi si rifiutano di fare previsioni. Nonostante i problemi economici da maggio non siano cambiati, l’elezione di Donald Trump e la Brexit hanno influito sugli elettori, ma non si sa verso quale direzione. Se la differenza è poca, il risultato probabilmente si saprà lunedì 5 o martedì 6 dicembre”.

IL PRIMO PRESIDENTE DI ESTREMA DESTRA?

Per il quotidiano inglese, le elezioni austriache sono importanti a livello internazionale perché “il voto è una prova di sostegno al nazionalismo delle destre europee dopo l’elezione di Donald Trump. Se vince, Hofer sarebbe il primo capo di Stato di estrema destra dell’Europa Occidentale dopo la Seconda Guerra Mondiale. Se la differenza sarà grande, il Partito della libertà potrebbe essere il più votato nelle elezioni legislative del 2018”.

LA STRATEGIA DI HOFER

Hofer, che vanta una grande esperienza nel mondo della comunicazione, ha incentrato il programma elettorale sul rifiuto dell’establishment e sulla difesa dei cittadini comuni. “L’Austria e gli austriaci per primi” è il messaggio elettorale lanciato dall’ultranazionalista in un Paese che ha ricevuto 100mila rifugiati soltanto nel 2015. Le critiche all’Islam e l’avvertimento che in Europa potrebbero arrivare terroristi e stupratori, le accuse contro l’Unione europea per imporsi sugli Stati nazionali, sono alcuni tra i temi che Hofer propone (qui l’articolo di Formiche.net).

IL REFERENDUM SULL’EUROPA

Dopo il risultato del referendum in Regno Unito per l’uscita dall’Unione europea, Hofer ha detto di voler convocare una consulta popolare sul tema in Austria. L’idea non è stata ben accolta dagli austriaci – l’Austria dipende in gran parte dalle esportazioni dal turismo – che l’hanno penalizzato nei sondaggi.

GLI ERRORI DI VAN DER BELLEN

Van der Bellen, invece, è un intellettuale di 72 anni. Antico leader dei Verdi (è accanito fumatore), si è dichiarato europeista e gode del sostegno dei centri urbani e del mondo accademico. Dopo la prima tornata elettorale ha capito che per vincere aveva bisogno del voto rurale e delle classi popolari – che appoggiano Hofer – così, ha intensificato la campagna elettorale nei paesi di provincia e ha detto di sostenere la proposta di collocare crocifissi nelle scuole pubbliche e di continuare a frequentare Chiese e rappresentanti della comunità cattolica. Il candidato dei Verdi non è riuscito a creare una coalizione perché molti conservatori rifiutano l’opzione di votare per un politico ecologista.

IL SIGNIFICATO DELLE ELEZIONI

In un’intervista all’agenzia di notizie Efe, l’europarlamentare dei Verdi e vicepresidente del Parlamento europeo, Ulrike Lunacek, ha detto che “sarebbe ottimo se in Austria si smentisse questo fenomeno della Brexit e di Trump. Che vinca una persona a favore dell’Europa, per un’Austria aperta all’estero, aperta al pluralismo della società. Questo è il significato simbolico di queste elezioni”.

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