Quante volte vi sarà capitato al termine di un film al cinema di notare tra i titoli di coda immagini di marchi noti di imprese come banche, case automobilistiche o grandi produttori di elettrodomestici e sicuramente i più attenti di voi avranno anche osservato la frase posta sopra il marchio ” film realizzato ai sensi delle norme sul tax credit in associazione con…”.

Vi siete però mai posti il quesito “cos’è questo TAX CREDIT e soprattutto, perché un’impresa dovrebbe finanziare una produzione cinematografica?”

La risposta è ovviamente per convenienza e profitto, infatti il legislatore con la finanziaria del 2008 con l’intento di sostenere il settore cinematografico in crisi, ha introdotto una serie di notevoli agevolazioni fiscali assolutamente poco pubblicizzate per gli operatori del settore ovvero produttori cinematografici, distributori ed esercenti ma anche per tutti i soggetti esterni che investono nella produzione o nella distribuzione dei film.

Grazie a questo beneficio fiscale noto appunto come TAX CREDIT CINEMA INVESTITORI ESTERNI, ai titolari di reddito d’impresa, sia persone fisiche che società, che investono nella produzione o distribuzione di opere cinematografiche di nazionalità italiana, è riconosciuto un credito d’imposta per gli apporti in denaro eseguiti a fronte di contratti di associazione in partecipazione e cointeressenza agli utili.

Il credito d’imposta può arrivare fino al 40% dell’apporto eseguito (sono in fase di definizione i decreti attuativi che stabiliranno le aliquote) per un massimo di un milione di euro per periodo d’imposta ed è utilizzabile per compensare debiti fiscali e contributi previdenziali ed assicurativi.

Ma non è tutto, infatti oltre al credito d’imposta che “restituisce” immediatamente all’investitore una buona parte del capitale apportato, allo stesso spetta anche una quota di utili derivante dallo sfruttamento economico dell’opera cinematografica.

Questa tipologia di operazione è dunque per le imprese sia un mezzo attraverso il quale ottenere un vantaggio fiscale, attraverso il credito d’imposta immediatamente spendibile, sia una modalità di investimento alternativa alle classiche forme, utilizzando la struttura dell’associazione in partecipazione che comporta oltre alla restituzione dell’apporto anche gli utili eventualmente conseguiti.

Si può dunque facilmente capire come finanziare le produzioni cinematografiche faccia gola a moltissime imprese che si danno battaglia per investire nei film con maggior previsione di incasso.

Non bisogna mai dimenticare però che si tratta sempre di una forma investimento ed in quanto tale presenta dei fattori di rischio, due in particolar modo, la possibilità che il film non esca nelle sale e, qualora invece dovesse uscire, il flop al botteghino.

Ovviamente benché si tratti di una forma di investimento sicuramente affascinante ed alternativa alle più comuni come il mattone ed il mercato azionario, va valutata con estrema attenzione sia la capacità fiscale dell’impresa di assorbire il credito fiscale generato dall’apporto per evitare di avere un TAX CREDIT in eccesso rispetto i debiti tributari e previdenziali dell’anno sia il progetto cinematografico che si sta finanziando per non incorrere in brutte sorprese in termini di incassi.

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