Monsignor Fernando Ocáriz (in foto) è il nuovo prelato dell’Opus Dei. La scelta è stata confermata da Papa Francesco, cui spetta da statuto la nomina del successore di san Josemaría Escrivá de Balaguer. L’elezione è avvenuta lunedì, nel primo giorno di votazioni del Congresso elettorale, cui prendono parte preti e laici, tenendo conto delle preferenze espresse da un gruppo di donne dell’opera, che hanno votato nei giorni scorsi.

L’ELEZIONE

È stata una elezione nel segno della continuità. Come nelle precedenti. Nel 1975 fu eletto il beato Álvaro del Portillo, che per anni era stato il principale collaboratore del fondatore. Poi, alla morte di Del Portillo, è stato scelto colui che fino allora era stato vicario generale, monsignor Javier Echevarría.
Ocáriz, che fino a questo momento era vicario ausiliare dell’Opus Dei, diventa il terzo successore di san Josemaría alla guida della prelatura, dopo la morte di monsignor Echevarría avvenuta lo scorso 12 dicembre.

LA CORSA A DUE

L’elezione si è giocata su due nomi. Oltre a Ocáriz era considerato spendibile – come scritto giorni fa da Formiche.net – il nome del vicario generale Mariano Fazio, argentino di 56 anni: “Quest’ultimo – scrive Paolo Rodari, vaticanista di Repubblica – avrebbe rappresentato una scelta maggiormente di rottura rispetto alla linea precedente. Tuttavia, il suo nome sembra non abbia prevalso soprattutto a motivo dell’età: essendo la prelatura un incarico a vita si è optato per una personalità più in là con l’età. Ocáriz è uomo ben inserito anche nella curia romana fin dai tempi di Papa Ratzinger. Conosce il mondo e conosce bene Roma, cosa non secondaria per il ruolo che va a ricoprire”.

IL PROGRAMMA

Due le sfide per l’Opus Dei individuate dallo stesso Ocáriz in una recente intervista: “Aiutare ogni persona dell’Opus Dei a saper fare la Chiesa nel suo posto di lavoro, nel suo ambiente professionale, nel mondo della cultura e della famiglia” e “dare gioia e speranza al mondo di oggi. Non a un mondo ideale ma a questo nostro mondo complesso, pieno di ferite, che ha tanto bisogno della carità. In altre parole, santificare la vita ordinaria di oggi, portando Cristo in tutte le periferie esistenziali, come ci ricorda Papa Francesco”.

LA BIOGRAFIA

Ocáriz è nato a Parigi il 27 ottobre 1944, in una famiglia spagnola in esilio in Francia durante la Guerra civile spagnola (1936-1939). È il più giovane di 8 figli.
Laureato in Fisica presso l’Università di Barcellona (1966). Ottenne la licenza in Teologia presso la Pontificia Università Lateranense nel 1969 e il dottorato presso l’Università di Navarra nel 1971, anno in cui fu ordinato sacerdote. Nei suoi primi anni di sacerdozio si dedicò specialmente alla pastorale dei giovani e degli universitari.

LE ESPERIENZE

È consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede (dal 1986) e di altri dicasteri della Curia di Roma: Congregazione per il Clero (dal 2003) e Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione (dal 2011). È membro della Pontificia Accademia Teologica dal 1989. Negli anni ’80 è stato uno dei professori che iniziarono il lavoro dell’Università Pontificia della Santa Croce (a Roma) in cui è stato professore ordinario di Teologia Fondamentale e dove ora è professore emerito.

LE PUBBLICAZIONI

Tra le sue pubblicazioni troviamo libri sulla cristologia come: The mystery of Jesus Christ: a Christology and Soteriology textbook; Hijos de Dios en Cristo. Introducción a una teología de la participación sobrenatural. Altri suoi testi trattano temi di natura teologica e filosofica come Amor a Dios, amor a los hombres o Natura, grazia e gloria, che contiene anche una prefazione dell’allora cardinale Ratzinger. Nel 2013 è stata pubblicata un’ampia intervista a cura di Rafael Serrano con il titolo La Chiesa, mondo riconciliato. Tra le sue opere ci sono anche due studi di filosofia dal titolo Il marxismo: teoria e pratica di una rivoluzione; Voltaire; Tratado sobre la tolerancia. Inoltre è coautore di numerose monografie e autore di molti articoli teologici e filosofici.

Fu nominato Vicario Generale della Prelatura dell’Opus Dei il 23 aprile 1994 e Vicario Ausiliare nel dicembre 2014. Durante gli ultimi 22 anni ha accompagnato il prelato precedente, mons. Echevarría, nelle sue visite pastorali in più di 70 nazioni. Negli anni ’60, mentre stava studiando teologia, ha vissuto con san Josemaría Escrivá. Sin da giovane è appassionato di tennis, uno sport che continua a praticare.

Nei prossimi giorni il nuovo prelato proporrà ai congressisti i nomi dei suoi vicari e dei membri dei nuovi consigli che lo assisteranno durante i prossimi 8 anni.

I NUMERI DELL’OPUS

Dell’Opus Dei fanno parte 92600 persone: 30% celibi, 70% sposati. Circa il 57% sono donne. I sacerdoti incardinati nella prelatura sono 2083. Altri 1900 sono i sacerdoti membri della Società sacerdotale della Santa Croce, incardinati nelle rispettive diocesi. L’opera, fondata nel 1928 da Josemaría Escrivá de Balaguer, è presente in tutti i continenti.

 

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