L'articolo di Alma Pantaleo

Nella rete di Penelope. La strada di François Fillon verso l’Eliseo sembrava spianata dopo la valanga di voti ottenuti durante le primarie della destra francese. Ma da qualche ora su quel sentiero sono comparsi ostacoli che potrebbero comprometterne l’arrivo al 55 di rue du Faubourg-Saint-Honoré.

L’INCHIESTA DI LE CANARD ENCHAÎNÉ

La procura di Parigi, infatti, ha aperto un’indagine per appropriazione indebita e abuso d’ufficio nei confronti di Penelope Fillon (Penelope Kathryn Clarke, all’anagrafe), moglie dell’attuale candidato dei Républicains, a seguito di un’inchiesta condotta da Le Canard enchaîné.

In un articolo pubblicato mercoledì 25 gennaio il settimanale satirico rivelava come Penelope sia stata remunerata per 8 anni in qualità di assistente parlamentare del marito – pratica permessa in Francia – e del suo sostituto, Marc Joulaud, incassando circa 500.000 euro lorde in totale. Un compenso considerevolmente più alto rispetto agli stipendi medi degli assistenti parlamentari. Inoltre per sei mesi nel 2012 Penelope avrebbe ricevuto uno stipendio dal giornale di un amico di Fillon.

LE DICHIARAZIONI FATALI

Cifre a parte, Le Canard enchaîné ha messo in dubbio che quello di Penelope Fillon fosse un lavoro reale e ha riportato la dichiarazione di Jeanne Robinson-Behre, ritenuta anche lei una fidata assistente di Fillon, che ha detto: «Non ho mai lavorato con lei. La conoscevo solo come moglie del ministro». Del resto, nelle sue rare interviste con la stampa, come con il Telegraph nel 2007, Madame Fillon ha sempre fatto intendere di essere una casalinga.

IL CICLONE “PENELOPEGATE”

E se l’indignazione di Fillon si è fatta sentire subito dopo la mina sganciata da Le Canard enchaîné – «Sono scandalizzato dal disprezzo e dalla misoginia dell’attacco. Vedo che il tempo delle fialette puzzolenti è cominciato», ha dichiarato durante un comizio a Bordeaux – i giornali francesi da cinque giorni a questa parte non fanno altro che parlare del “Penelopegate” prefigurando possibili scenari e seguendo passo-passo le reazioni del candidato repubblicano.

LA SPERANZA DI LE FIGARO E PARIS MATCH, IL REALISMO DI LE MONDE

«Fillon lotterà “fino alla fine” contro le “forze” che “lo vogliono mettere a tacere”» titola Le Figaro che ricostruisce la vicenda dando spazio alle dichiarazioni e alla posizione di Fillon e dei suoi legali sull’affaire. Stessa cosa fa il quotidiano online Paris Match.

Molto più realista il commento del responsabile del servizio di politico di Le Monde, Nicolas Chapuis, secondo cui al di là dell’aspetto legale, di per sé molto complicato poiché «sarà molto difficile dimostrare l’”assenza” sul posto di lavoro» di Penelope, «il danno potrà essere particolarmente pesante per François Fillon soprattutto a livello di opinione pubblica».

GLI INTERROGATIVI DI LE TEMPS E FRANCE SOIR

«”Fillongate” o “tribunale mediatico”? Sono questi i problemi che affliggono la destra francese», titola Le Temps facendo pelo e contropelo alle carenze che rischiano di affossare i Républicains e affidando a François Fillon il compito di reindirizzare l’opinione pubblica e gli elettori nel discorso di domenica a La Villette.

France Soir, in un articolo in forma di Q&A, affronta il “Penelopegate” cercando di dare una riposta alle domande che in queste ore affliggono l’elettorato repubblicano: «Impiegare la propria moglie come assistente parlamentare è illegale? Cosa rischia davvero Fillon per il caso Penelope? Può essere costretto ad abbandonare le corsa alle presidenziali?».

L’ANALISI AD AMPIO SPETTRO DI RTL, I TONI DURI DI LIBÉRATION

RTL spiega come, nonostante il trionfo al primo e secondo turno delle primarie, Fillon faccia fatica a suscitare entusiasmo nell’opinione pubblica. E la causa non va ricercata solo nel più recente scandalo che ha coinvolto la moglie Penelope, solo «un colpo di teatro» nel suo percorso, ma negli ultimi due mesi très compliqués del candidato di destra: dal malcontento dei “sarkozysti” per la composizione dell’organigramma di campagna alla polemica da parte di classe politica e francesi sulla proposta di riforma sanitaria.

Ci va giù duro Libération che scrive come l’affaire sia scoppiato «nel momento più sbagliato, a tre mesi dalle elezioni presidenziali. Tanto più che sua la campagna stenta a decollare». Il “Penelopegate” per Libé «ha un potenziale devastante, la situazione del candidato della destra è diventata addirittura pericolosa, proprio mentre le porte dell’Eliseo sembravano già aperte per lui. Dietro le quinte – assicura il quotidiano francese – persino alcuni dei suoi si domandano se riuscirà a varcarle».

Condividi tramite