Altro che vietare l’ingresso per tre mesi ai cittadini di sette Paesi islamici. Secondo Bloomberg sul tavolo del presidente Donald Trump è pronta la bozza di un ordine esecutivo che, una volta firmato, scatenerebbe la guerra tra la Casa Bianca e la Silicon Valley. Si tratta di una revisione completa delle politiche dei visti per i lavoratori che costringerebbe le imprese ad assumere prima i cittadini americani e, nel caso in cui ci fosse comunque bisogno di stranieri, la precedenza andrebbe a quelli che vengono pagati di più.

Nella bozza è spiegato che il nuovo sistema dei visti dovrà “proteggere i diritti civili dei lavoratori americani e degli attuali residenti legali, dando la priorità alla protezione dei lavoratori americani”. Perché l’attuale sistema di visti negli ultimi anni è stato sfruttato per fare entrare negli Stati Uniti lavoratori più a buon mercato per occupare posti che altrimenti sarebbero andati ai cittadini statunitensi. In particolare ne hanno approfittato i colossi tecnologici indiani come negli Stati Uniti, come Tata Consultancy Services, Infosys e Wipro, che gestiscono i dipartimenti tecnologici delle grandi imprese americane con personale in gran parte straniero.

È chiaro che se Trump firmasse la bozza di ordine esecutivo che ha sul tavolo, i costi del personale aumenterebbero, in particolare per le punte di diamante della Silicon Valley come Microsoft, Google, Ibm, Cisco, Apple, Intel e Facebook. Queste imprese sostengono che assumono stranieri perché le università americane non sfornano un numero sufficiente di laureati preparati a occupare i posti di lavoro specializzati da loro offerti. Ma l’amministrazione Trump è convinta che le imprese approfittino delle norme in vigore per pagare poco anche lavori altamente qualificati.

Intanto molte imprese hanno colto la palla al balzo dello stop per tre mesi agli ingressi dei cittadini di Siria, Libia, Iran, Iraq, Somalia, Sudan e Yemen, per sfidare Trump. Airbnb ha annunciato che provvederà a trovare un tetto per tutte le vittime dell’ordine esecutivo del presidente che si trovano bloccati lontano da casa. Uber ha destinato 3 milioni di dollari per pagare le spese legali ai suoi autisti colpiti dal provvedimento. E le compagnie aeree americane United, Delta e American Airlines hanno promesso di rimborsare i passeggeri oggetto del provvedimento di Trump. Sempre ieri, il capo della Casa Bianca ha firmato un nuovo ordine esecutivo per semplificare la regolamentazione delle piccole e medie imprese.

(Articolo pubblicato su MF/Milano Finanza, quotidiano diretto da Pierluigi Magnaschi)

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