Di fronte alla necessaria e profonda trasformazione che l’industria manifatturiera di oggi richiede, le imprese venete non si scoraggiano e, anzi, si dicono già pronte a “cambiare pelle”. Insomma, accettano la sfida ed investono.

Da un’indagine sull’industria meccanica svolta dall’Osservatorio MECSPE – la fiera di riferimento per l’industria manifatturiera – emerge quanto le imprese venete abbiano accolto con favore il piano predisposto dal Governo: il 62,8% delle aziende coinvolte considera molto positivo il piano, ben più della media italiana (50,3%), ed oltre la metà di esse si dice pronta ad usufruire degli incentivi previsti, evidentemente ritenuti in grado di sostenere gli investimenti necessari alla riconversione dell’industria stessa in chiave digitale. Primo tra tutti è il maxi piano di ammortamenti – che alza l’aliquota dal 140% al 250% per gli investimenti effettuati nel 2017 – ma anche, ricordiamo, le detrazioni fiscali al 30%, la detassazione del capital gain sugli investimenti a medio-lungo termine e tutti gli altri provvedimenti che, direttamente o indirettamente, vanno nella stessa direzione: stimolare le imprese ad investire.

E non è un caso che quasi l’84% delle imprese esaminate dichiara di essere intenzionata ad investire, nei prossimi anni, una quota che va dal 10% a ben il 25% dei propri ricavi, fiduciosi che gli investimenti si tramutino in sostanziosi vantaggi: le aspettative sono di una riduzione dei costi che va dal 15% al 30% e di un aumento in termini di ricavi del 15% che per alcuni ottimisti potrebbe addirittura arrivare al 50%.

In particolare, l’attenzione è rivolta alla produzione additiva e robotica collaborativa, in cui un’impresa su cinque dichiara di voler investire nel corso del 2017. Ma ancor più urgenti appaiono essere gli interventi di digitalizzazione dell’integrazione sia orizzontale che verticale dei processi, cui si mostra interessata oltre metà delle imprese.

Restano, tuttavia, ancora troppi gli elementi di incertezza che finiscono per frenare le imprese in questo processo di adozione: la mancanza di un’adeguata infrastruttura tecnologica, la mancanza di una visione chiara da parte del top management all’interno delle aziende, i dubbi sulla sicurezza dei dati e la possibilità di cyber attack sono solo alcuni di quelli menzionati dalle imprese esaminate. In questo senso, molte aspettative sono riposte sul Competence Center che, per il Nord Est, ha sede proprio in Veneto, e che si fa appunto promotore della ricerca e dell’evoluzione tecnologica 4.0.

Insomma, nonostante gli anni difficili, il Veneto si conferma ancora una volta territorio di manifattura all’avanguardia e di innovazione.

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