Il commento di Carlo Costalli, presidente del Movimento cristiano lavoratori (Mcl)

Lasciar passare inosservata una legge sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat), attualmente in discussione alla Camera, che di fatto introduce nel nostro ordinamento l’eutanasia omissiva, praticata attraverso l’interruzione dei sostegni vitali, è un’operazione scorretta e inaccettabile, sul piano politico ma prima ancora sotto il profilo etico.

La nostra Costituzione sancisce all’art. 2 l’inviolabilità della vita, da cui derivano il divieto di ogni forma di eutanasia, come pure di omicidio del consenziente e di assistenza o aiuto al suicidio (reati peraltro puniti penalmente).

Il tentativo cui stiamo assistendo, di introdurre surrettiziamente, attraverso le Dat, la possibilità di stabilire a priori e “ora per allora” la rinuncia a ogni sostegno vitale, comprese l’idratazione e la nutrizione, significa di fatto violare la struttura stessa del nostro ordinamento.

Il testo unico in discussione, difatti, non tiene conto né della possibilità che una dichiarazione di volontà tanto anticipata nel tempo sia ignara dell’evoluzione della medicina, né di eventuali ripensamenti del paziente (non manifestabili se nel frattempo non si è più capaci e non si è nominato un fiduciario).

D’altra parte neppure si lascia al medico la possibilità di esercitare la propria missione – che consiste nel tentare di salvare la vita del paziente -, impedendogli di prendere alcuna decisione diversa da quella contenuta nel Dat né consentendogli l’obiezione di coscienza.

In sostanza: siamo davanti a un vero “mostro giuridico” che non tiene conto della necessità di contemperare inviolabilità della vita, libertà della persona e dignità umana, valori cardine di una società civile. Non sono queste le priorità delle famiglie, non sono queste le priorità del Paese.

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