A proposito della morte di Dj Fabo, e della sua scelta per l’Eutanasia, vi voglio parlare di un film: Kill me Please che io vidi (qua il passato remoto è d’obbligo) al Festival Internazionale del Film di Roma del 2010. Ero certa che fossero passati solo un paio d’anni o poco più ma invece quel film, che mi fece dannatamente ridere e piangere, pensare e ragionare, risale ad oltre sette anni fa…

KILL me Please

Kill me Please è incentrato su un tema sul quale ho avuto sempre una visione chiarissima, che è in linea con la SCELTA di Dj Fabo: la vita va vissuta finchè è vita. Scusate i caratteri maiuscoli per la parola SCELTA ma fin quando la persona è consapevole e dichiaratamente decisa, mi viene naturale domandarmi il perché qualcuno (tanto più lo Stato) debba intervenire sulla sua volontà. Nel percorso di vita, ognuno di noi fa scelte azzardate, rischiose, ragionate e sofferte ma se ne assume la piena responsabilità. La volontà va rispettata. Giustamente prima di condividere una scelta simile  va sicuramente fatto un percorso di analisi, ma, in seguito, va difesa e rispettata la sua volontà.

Comunque sono per l’Eutanasia, come ero in linea con la terribile e dolorosissima SCELTA che fecero i genitori di Eluana Englaro che dovette “vivere” (qui il verbo è inadeguato) per 17 lunghissimi anni in stato vegetativo  in attesa del verdetto della lunga e penosa vicenda giudiziaria tra la famiglia sostenitrice dell’interruzione del trattamento e la giustizia italiana. Anche Il suo caso divenne una vicenda ed un caso politico….

Tornando al film, vi invito a vederlo. Una pellicola in bianco e nero che per 95 minuti ti tiene inchiodato alla poltrona emozionandoti e facendoti ridere con il cuore. Credetemi, questo film ci fa sorridere esaltando, in un sottile gioco psicologico, il rapporto che abbiamo con la vita e con gli altri. E’ una visione così ironica, grottesca e sarcastica, che ci apre il cuore e la mente. Anche questa ironia contribuirà a farci capire e rispettare di più la scelta fatta da Dj Fabo, liberandoci da tutti gli orpelli della condanna divina.

Vedete il trailer:  ma meglio ancora se riuscite a vedere il film Kill me Please , del regista Olias Barco, vincitore del Premio Marc’Aurelio della Giuria al miglior film alla V edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, nel 2010.

Eccovi la sinossi e buona visione a voi e buon viaggio a Dj Fabo.

Il Film

Commedia in bianco e nero, nerissima e irresistibile, grottesca e scorrettissima. Medico all’avanguardia, il Dr Kruger (Aurelien Recoing) vuole dare un senso al suicidio. Il suo sogno è creare una struttura terapeutica dove darsi la morte non sia più considerata una disgrazia, ma un atto consapevole svolto con assistenza medica. La sua clinica esclusiva richiama l’attenzione di un gruppo di strani personaggi, accomunati dal desiderio di morire: un famoso comico con un cancro incurabile, un commesso viaggiatore che cela sordidi segreti, un ricco erede lussemburghese, una bella ragazza con manie autolesioniste, un vecchio cabarettista berlinese dalla voce rovinata e un uomo che ha perso tutto nel gioco d’azzardo, moglie compresa. Dopo essersi consultati con Kruger sulle motivazioni che li spingono a farla finita, ciascuno di loro ha diritto a esprimere un’ultima richiesta. Ma nelle isolate montagne dove il dottore ha inteso realizzare il suo sogno del suicidio perfetto, è ancora la Morte a decidere quando colpire. Il primo titolo doveva essere Dignitas, che è il nome reale dell’associazione svizzera per l’eutanasia assistita.

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