Pochi giorni fa l’Europarlamento ha approvato il Pacchetto sull’economia circolare. Il rapporto migliora la precedente proposta del 2015 per i target di riciclaggio al 2030 innalzati al 70% per i rifiuti solidi urbani e all’80% per gli imballaggi. Secondo la Commissione europea questa strategia consentirebbe di creare 580mila posti di lavoro, solo in Italia si potrebbe arrivare ad almeno 190mila.

“Il testo approvato – ha spiegato il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti – è molto elevato nei target e, per quanto ci riguarda, non potrà prescindere da un punto sul quale lavoriamo in Consiglio europeo dal primo giorno: l’armonizzazione delle regole, ovvero una spinta di pari intensità da parte degli Stati membri e un’effettiva comparabilità tra le loro performance. Ci attende un negoziato non semplice – conclude il ministro – ma è indispensabile arrivare a un testo molto ambizioso in grado di avviare l’Europa verso un futuro di crescita sostenibile”. L’emergenza rifiuti può quindi trasformarsi, in quest’ottica, in una opportunità economica e occupazionale.

Della nuova strategia per combattere i rifiuti e del nuovo scenario europeo definito dal Pacchetto sull’economia circolare si parlerà durante il convegno organizzato da Corepla e Legambiente “L’economia circolare conviene. L’industria del riciclo della plastica come vantaggio competitivo in Italia e in Europa”. Martedì 4 aprile 2017 dalle 9.30 alle 13.30 al Centro Studi Americani di via Caetani a Roma si alterneranno, tra gli altri, il ministro Gian Luca Galletti, Ermete Realacci presidente Commissione Ambiente della Camera dei deputati, Federico Pizzarotti vicepresidente Anci, Roberto De Santis presidente Conai, Giorgio Quagliuolo presidente Unionplast, Edo Ronchi presidente Fondazione per lo Sviluppo sostenibile, Antonello Ciotti presidente Corepla e Rossella Muroni presidente Legambiente.

In Italia infatti il riciclo e il recupero della plastica sono settori all’avanguardia. Il nostro Paese sta potenziando la corretta gestio­ne dei rifiuti perché ora più che mai l’obiettivo è differenziare i materiali: non solo conviene all’ambiente, ma anche alle imprese e ai citta­dini, che avranno vantaggi economici sempre più consistenti.

Un appuntamento quello del 4 aprile quindi per definire quanto l’Italia nell’economia circolare possa ricoprire un ruolo di leadership in Europa.

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