Viaggio nelle 7 manifestazioni politiche per festeggiare (e criticare) i 60 anni dei Trattati di Roma

Viaggio nelle 7 manifestazioni politiche per festeggiare (e criticare) i 60 anni dei Trattati di Roma

Ieri Roma ha celebrato i 60 anni dalla firma dei trattati di Roma del 1957, accordi che hanno dato origine alla CEE, la Comunità Economica Europea. Nella Capitale si sono riuniti i 27 Capi di Stato e di Governo di quella che, in 60 anni, si è trasformata nell’Europa a 27 e che mai come adesso, complice una crisi economica e una poco efficace risposta europea, viene messa in discussione.

FRATELLI D’ITALIA ALL’ANGELICUM CON SGARBI E FUSARO

Per le strade di Roma, nel corso dell’intera giornata, si sono dispiegate ben sette manifestazioni. I primi a partire sono stati i sostenitori di Fratelli d’Italia che si sono ritrovati all’Angelicum, un centro congressi che ha visto alternarsi sul palco esponenti del mondo della cultura, come Vittorio Sgarbi e Diego Fusaro, ed esponenti della politica come Fabio Rampelli, Giovanni Toti e, naturalmente, Giorgia Meloni.

IN “MARCIA PER L’EUROPA”: PIÙ EUROPA PER AVERE UN’EUROPA MIGLIORE

Dalle casse del palco della Marcia per l’Europa del Movimento federalista si diffondono in continuazione le note dell’Inno alla gioia, il canto dell’Europa Unita. In piazza della Bocca della Verità si ritrovano gli europeisti convinti di Europe First, insieme ai Radicali Italiani e a una piccola minoranza del PD. “Questa è una piazza popolare che da una parte vuole rivendicare il percorso di integrazione fatto fin qui. Un percorso che, con tutti i limiti che sono evidenti, ha contribuito a garantirci 60 anni di pace e di benessere” – dice a Formiche.net Riccardo Magi – “Questo non vuol dire nascondersi le mancanze di questa Europa, mancanze soprattutto in termini di democrazia. Abbiamo un assetto istituzionale europeo incompleto e incapace di dare risposta ai problemi concreti come la sicurezza o gli effetti negativi della globalizzazione in termini economici e sociali. Ma le maggiori responsabilità risiedono negli stati membri che non vogliono cedere sovranità. Insomma manca una classe politica che abbia una visione europea e capace di respingere la dilagante retorica anti europeista”. Anche qualche bandiera del PD ha trovato posto tra le fila del corteo. “Tra i big del PD ci sono solo Andrea Orlando e Debora Serracchiani, non è un bel segnale“, aggiunge Magi. Il ministro Orlando rivendica la presenza del PD nel corteo degli europeisti convinti piuttosto che nel corteo che racchiude le diverse anime della sinistra, alcune anche euro- scettiche. “Il PD deve essere qui” – ci dice il ministro Orlando – “Un’altra Europa si costruisce da questa Europa, non esiste un mondo parallelo. Sono quelle anime della sinistra che dovrebbero essere qui, anche se si vuole criticare questo modello di Europa. Oggi c’è bisogno di un sostegno critico all’Europa e non di un indebolimento del suo progetto“.

A PIAZZA VITTORIO LA SINISTRA SENZA IL PD

Le tante anime della sinistra, dall’Altra Europa di Tsipras, a Sinistra Italiana, Cobas e Rifondazione Comunista passando per le associazioni ambientaliste come Green Peace e Legambiente, si sono ritrovate a Piazza Vittorio. Tra i manifestanti del corteo circolano numerose copie de “Il Manifesto” e di “Left”, mentre i megafoni chiedono di lavorare all’unità della sinistra per creare un’Europa più forte. “Di un’Europa c’è bisogno ma questa è un’Europa completamente sbagliata” – dice a Formiche.net Nicola Fratoianni (SI) – “Vanno riscritti completamente i Trattati. Il punto non è andarsene dall’Europa per inseguire i populismi, il punto è cambiarla radicalmente altrimenti questa Europa non c’è più. Con noi ha sfilato anche Varoufakis con il suo Diem25, e tutti insieme sappiamo che è importante ricavare un terzo spazio, quello dell’iniziativa europea che metta al centro la dimensione della costituente politica dell’Europa. Qui, a differenza della manifestazione di piazza di Bocca della Verità, c’è la consapevolezza che la tenuta dell’Europa e la sua radicale trasformazione sono indissolubili. Questa Europa così è la ragione della sua fine”. Un’altra differenza è l’assenza di esponenti del PD. “Il PD è responsabile di gran parte dei problemi contro cui oggi ci battiamo” – conclude Fratoianni – “Il PD non è mai stato capace di mettere in discussione la natura problematica di questa Europa, il problema sono le regole, bisogna cambiarle per cambiare l’Europa”. Questa è stata anche la piazza dei sindacati, sventolano tutte le bandiere dei confederati. “Credo sia molto importante cambiare le politiche dell’Europa, rimettere al centro il lavoro, i diritti e la giustizia sociale” – ci dice Maurizio Landini, segretario della Fiom – “Questa Europa è basata sulla moneta e sulla finanza e non sul lavoro, rimettere al centro il lavoro e tutte le forme del lavoro vuol dire ripensare il piano sociale. Bisogna tagliare l’unghia alla finanza e far partire gli investimenti. Il lavoro va rimesso al centro di un disegno politico di un’Europa che, ad oggi, è assente”.

COMUNISTI ITALIANI: “LA LIBERA CIRCOLAZIONE HA MESSO I LAVORATI GLI UNI CONTRO GLI ALTRI”

Il palco dei Comunisti Italiani, nel suggestivo quartiere di San Lorenzo, ospita gli interventi di tanti lavoratori, tra i quali anche i tassisti anti Uber. “Sono previsti 15 interventi dei lavoratori, perché la nostra critica all’Unione Europea parte proprio da questo” – dice Alessandro Mustillo, Segretario dei Comunisti Italiani di Roma – “Noi contestiamo gli esisti della libera circolazione dei capitali, delle merci, dei servizi e delle persone. Aspetti che hanno aumentato la disuguaglianza sociale, consentito alle grandi aziende e alle grandi banche di guadagnare sempre di più e allo stesso tempo questo mercato unico dei lavoratori mette in competizione i lavoratori gli uni contro gli altri”.

EURO STOP: NESSUN TAFFERUGLIO, SOLO TENSIONE

Disoccupati, migranti, reti per l’edilizia popolare sono i manifestanti di “Euro Stop“, la temuta manifestazione a rischio infiltrazione da parte dei black bloc che, invece, si è rivelata decisamente tranquilla. Complice anche la scarsa partecipazione si è registrato solo un episodio di tensione ma subito rientrato.

LA PIAZZA DI ALEMANNO E STORACE: PER UN’EUROPA CONFEDERALE CHE RIPORTI AL CENTRO LA SOVRANITÀ NAZIONALE

Se nella piazza della Marcia per l’Europa suonava l’Inno alla Gioia nella piazza di Azione Nazionale è l’Inno di Mameli ad essere trasmesso a più riprese. “Noi siamo contro l’Unione Europea ma favorevoli all’Europa, siamo italiani e non possiamo che essere europei” – ci dice Gianni Alemanno, Segretario Nazionale di Azione Nazionale – “Noi vorremo un’Europa che sia una confederazione di Stati sovrani che cooperano liberamente. Quando furono firmati i Trattati di Roma questo era lo spirito, poi fu istituita l’Unione Europea che ha introdotto l’euro, un vincolo per la nostra economia. Noi chiediamo un’integrazione di tipo diverso, non attraverso strutture burocratiche ma attraverso la libera cooperazione di stati sovrani, è una strada diversa e non un passo indietro. Non vogliamo gli Stati Uniti d’Europa, noi vogliamo che sia rimessa a centro la sovranità nazionale”.

ultima modifica: 2017-03-26T06:57:39+00:00 da Maria Scopece

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